Chiara Braga, capogruppo dem alla Camera, il Pd sta festeggiando la vittoria dei democratici americani.
«Sicuramente è una bellissima notizia per gli Stati Uniti ed è un segnale politico importante anche per l'Italia e per l'Europa perché ci dice che la forza della democrazia è capace di reagire a quello che abbiamo visto in questi anni in America».
A chi si riferisce?
«Alla saldatura tra il potere trumpiano e quello dei grandi oligarchi che con la forza dei capitali volevano controllare la democrazia. È anche a questo che gli americani hanno reagito».
È stato anche un voto su cui hanno influito altri fattori...
«È stato un voto anti Trump. Lui aveva promesso di finire le guerre e di migliorare la vita degli americani e ha fatto l'esatto contrario: ha sconquassato il mondo facendo esplodere conflitti e instabilità dovunque e questo si è riversato sulle condizioni di vita materiale degli americani. Il prezzo dei carburanti è salito, c'è stato un indebolimento della protezione sociale e c'è stato un impoverimento del ceto medio. Trump aveva cercato di trasformare questo voto in un referendum su sé e lui e la sua politica sono stati bocciati».
La pluralità per i democratici di Oltreoceano è un vantaggio. Voi sarete capaci di fare altrettanto o vi dividerete come al solito?
«Anche se non si può fare un paragone tra noi e gli Usa, ritengo che anche il centrosinistra debba valorizzare al meglio, come hanno fatto i democratici americani, tutte le energie del nostro campo. E, come loro, dobbiamo essere uniti non solo per combattere contro qualcosa o qualcuno, ma soprattutto per dare risposte ai problemi degli italiani».
Il carovita potrebbe aiutare le opposizioni alle prossime elezioni, come è successo negli Stati Uniti?
«Oggi dentro la destra fanno finta di non conoscere Trump. È una gara tra di loro su questo. Una gara che vince alla grande Tajani, cioè quello che si presentava alla convention repubblicana con il cappellino rosso dei Maga. Ma la verità è che gli italiani pagano un prezzo molto alto per la sudditanza di Meloni a Trump sui dazi, sull'aumento delle spese militari al 5% e sulle guerre che il presidente americano ha scatenato e dalle quali lei non ha mai preso nettamente le distanze. E così il nostro Paese ha il carburante e l'energia più alti d'Europa e gli italiani non riescono più a curarsi. Per questa ragione al Pd spetta il compito di costruire, insieme alle altre opposizioni, una politica economica alternativa che metta al centro le questioni concrete che toccano la vita degli italiani».