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Roggiani: serve attivare un tavolo sulla crisi dell'editoria locale

26 Ottobre 2026

"Il Governo attivi un tavolo di confronto con le rappresentanze sindacali, i lavoratori e i soggetti coinvolti nelle procedure di liquidazione giudiziale delle società Publi In, DMedia Group e Media In, realtà editoriali coinvolte nella crisi insieme allo storico settimanale ‘Il Cittadino di Monza e della Brianza’, per salvaguardare i livelli occupazionali, garantire la tutela dei diritti retributivi e contrattuali e assicurare la continuità delle attività editoriali. È necessario intervenire per scongiurare che questa crisi comprometta definitivamente il futuro di una delle realtà più importanti e radicate dell’informazione locale lombarda". È quanto chiede Silvia Roggiani, deputata e segretaria regionale del Partito Democratico della Lombardia, in un’interrogazione parlamentare rivolta alla ministra del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone, sulla crisi che coinvolge 'Il Cittadino di Monza e della Brianza’ e le società Publi In, DMedia Group e Media In.

"Dopo il cambio di proprietà avvenuto lo scorso maggio - prosegue Roggiani - le difficoltà economiche e organizzative non sono state superate e la situazione si è ulteriormente aggravata. A preoccupare maggiormente è la condizione dei lavoratori, che attendono ancora il pagamento delle retribuzioni arretrate, a partire dalla mensilità di settembre. A queste difficoltà si aggiunge la situazione dei collaboratori, per i quali risultano insoluti compensi relativi a diversi mesi e che dispongono di strumenti di tutela differenti rispetto ai lavoratori dipendenti. Non possiamo permettere che siano ancora una volta i lavoratori a pagare il prezzo di una crisi aziendale. La crisi del Cittadino non riguarda soltanto il destino di un’impresa editoriale. È in gioco il diritto dei cittadini a essere informati e il pluralismo dell’informazione. Le testate locali svolgono una funzione democratica insostituibile, raccontano le comunità e garantiscono un presidio d'informazione libera e professionale. Per questo chiediamo al Governo di assumersi le proprie responsabilità, intervenendo a tutela dell’occupazione e della continuità delle pubblicazioni". 


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