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Sereni: costruiamo il programma senza veti e prepariamoci a vincere le primarie con Schlein

02 Ottobre 2026

Ringrazio la Segretaria per la relazione, che ha rappresentato la migliore sintesi della riflessione collegiale della segreteria. E voglio ringraziarla per questa frase: "Se vincono loro porteranno al 5 % la spesa militare, se vinciamo noi porteremo al 7 % la spesa sanitaria". Impegno chiarissimo, che dobbiamo mettere al primo posto del progetto progressista per il Paese.
Nel prossimo anno voteranno molti Paesi in Europa. Anche se in molti fanno una grande fatica a riconoscercelo, se oggi in Italia la partita è aperta per i progressisti lo si deve al Pd e a Elly Schlein.
Ci siamo riposizionati sui temi concreti che stanno a cuore ai cittadini, a chi ha meno opportunità, ai giovani: salute, lavoro, scuola, casa, Sud, politiche industriali, clima. Abbiamo ricucito un dialogo con tanti mondi sociali, professionali, economici, e lo abbiamo potuto fare grazie a tre fattori: cultura di governo; capacità di ascolto; classe dirigente.
E accanto a questo abbiamo saputo condurre battaglie valoriali fondamentali che intercettano una sensibilità diffusa. Penso alla mobilitazione per il diritto internazionale, per la giustizia, per la pace in Medio Oriente così come in Ucraina. Ma penso anche alla
difesa della Democrazia e della Costituzione, di fronte ad una destra che si maschera da moderata ma tenta di corrodere le regole, di rompere l’equilibrio di pesi e contrappesi che definisce la qualità di un sistema democratico.
Abbiamo ricostruito un perimetro del campo progressista partendo dai Comuni e dalle Regioni. Abbiamo vinto dove c’erano tutti e non ci sono stati veti.
Abbiamo fatto tutto bene? Certamente no, e comunque c’è ancora molto lavoro da fare.
Le ultime miglia di questo percorso fino alle prossime elezioni politiche saranno accidentate e faticose e non dobbiamo fare errori.
La destra è ancora forte ma sa di non aver governato bene, e di lasciare un Paese con meno crescita, più debito e più diseguaglianze. Il contesto internazionale non è favorevole. Per questo non esita ad usare ogni strumento - a partire dalla legge elettorale - per cercare di evitare la sconfitta.
Essere unitari per il bene della coalizione è stato un tratto della nostra iniziativa e della nostra segretaria. Ha dato frutti. Ma ora, sempre per il bene della coalizione, è giusto rivolgersi a tutte le forze che vogliono dare al Paese un governo progressista e chiedere a tutti di dare prova di responsabilità e di serietà.
Sul programma: noi siamo pronti da mesi. Abbiamo prodotto elaborazioni programmatiche ricche su tutti i temi prioritari. Ora che anche gli altri dicono di volersi sedere attorno ad un tavolo, facciamolo. Con tutti. C’è un centro e un mondo civico ancora frammentato, possiamo auspicare che si semplifichi un po’ il quadro, ma non possiamo aspettare all’infinito. Diamoci una deadline: si apra presto il cantiere del programma con tutti coloro che vogliono far parte del campo progressista. Nessuno deve arrogarsi il diritto di porre veti.
Infine la guida della coalizione. Personalmente ritengo che Elly Schlein abbia tutte le capacità e le caratteristiche per guidare il centro sinistra e portarci al Governo del Paese. Tutti noi pensiamo che in un quadro consolidato dell’alleanza sarebbe stato del tutto naturale che la scelta fosse caduta sulla leadership del partito maggiore. Ma non siamo in queste condizioni, dobbiamo prenderne atto e smettere di evocare scenari che non esistono.
Le primarie sono uno strumento di partecipazione che conosciamo, sappiamo che possono essere - se gestite saggiamente - un grande momento di coinvolgimento delle persone che non sempre si rivolgono ai partiti. Costruiamo il programma, consolidiamo il perimetro dell’alleanza e prepariamoci ad organizzare e vincere le primarie. Facciamolo con un po’ di orgoglio di partito, e anche con la consapevolezza di avere una grande responsabilità.

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