"Accogliamo positivamente l'annuncio del ministro Schillaci sul nuovo Piano Nazionale Demenze 2027-2031 e sull'intenzione di prevedere nuove risorse nella prossima legge di Bilancio. È un passaggio necessario, ma adesso agli annunci devono seguire stanziamenti certi, adeguati e strutturali. Come presidente dell'Intergruppo parlamentare Neuroscienze e Alzheimer, insieme ai tanti colleghi che in questi anni hanno lavorato su questo tema, considero fondamentale che il nuovo Piano non rimanga una cornice programmatica, ma diventi uno strumento concretamente esigibile su tutto il territorio nazionale". Così la senatrice Beatrice LORENZIN, presidente dell'Intergruppo parlamentare Neuroscienze e Alzheimer. "Oggi la sfida è ancora più urgente. L'arrivo di nuove possibilità diagnostiche e terapeutiche sta cambiando lo scenario dell'Alzheimer e impone al Servizio sanitario nazionale di essere pronto: diagnosi precoce, biomarcatori, accesso agli esami necessari, rafforzamento dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze, personale formato e percorsi di presa in carico capaci di accompagnare pazienti e famiglie in tutte le fasi della malattia. Non possiamo permettere - ha aggiunto - che l'accesso all'innovazione dipenda dalla Regione in cui si vive o dalla capacità economica della famiglia. Per questo condividiamo l'obiettivo indicato oggi dal ministro di superare la logica dei singoli progetti territoriali. È esattamente il salto che chiediamo da tempo: dai progetti a una politica nazionale permanente sulle demenze". Il Fondo Alzheimer "ha consentito di avviare esperienze importanti, ma ora occorre fare un passo ulteriore. Nella prossima legge di Bilancio chiediamo un finanziamento strutturale del Piano, accompagnato da obiettivi nazionali, standard assistenziali e un monitoraggio della loro effettiva attuazione nelle Regioni. C'è - ha concluso LORENZIN - poi il tema delle famiglie e dei caregiver, che continuano a sostenere una parte enorme del peso assistenziale, sociale ed economico delle demenze. Non possono essere considerati una componente residuale della risposta pubblica: devono essere parte integrante della presa in carico. L'Alzheimer e le altre demenze sono una delle grandi sfide sanitarie e sociali di un Paese che invecchia. Ma siamo anche in una fase straordinaria per la ricerca scientifica e per l'innovazione. Proprio per questo dobbiamo prepararci adesso. Sarà la legge di Bilancio il banco di prova dove passare dalle promesse ai fatti perché il Piano deve avere risorse certe e strutturali. Nessuna innovazione è davvero tale se non arriva alle persone e nessuna famiglia può e deve essere lasciata più sola".