"Come avevamo denunciato e temuto, la “riforma” Meloni sulle liste d’attesa è fallita e non sta producendo alcuna svolta per i cittadini. Le analisi di esperti e associazioni evidenziano infatti molte più ombre che luci. A prima vista, per le prestazioni prese in esame dal nuovo sistema di monitoraggio nazionale in capo ad Agenas, sembrerebbe che la situazione stia migliorando. Ma andando a vedere più da vicino - come testimoniano l’analisi di Gimbe ma anche i dati di Cittadinanzattiva - le differenze territoriali sono enormi e alcune Regioni hanno trovato il modo per mascherare la reale situazione, modificando i tempi di priorità delle prestazioni e non calcolando quante prenotazioni al CUP si traducono in effettive prestazioni erogate. Così mentre le Regioni più avanzate e serie stanno facendo i salti mortali per mantenere e migliorare i servizi - di fronte ai tagli operati dal Governo nei finanziamenti per la sanità - altre sono ricorse a meri escamotage burocratici e i cittadini, soprattutto i più fragili e indifesi, continuano a dover rinunciare alle cure. Lo abbiamo sempre detto: il fenomeno delle liste d’attesa si affronta solo con misure strutturali, con un piano straordinario di assunzioni e di potenziamento delle strutture pubbliche sul territorio, con una maggiore attenzione all’appropriatezza delle prescrizioni, con un rinnovato patto tra tutti i soggetti che metta al centro la prevenzione e i bisogni di salute delle nostre comunità. Quando si tratta di sanità la propaganda non funziona: senza una svolta netta nel finanziamento del SSN, con l’obiettivo di raggiungere la media europea del 7% sul Pil per la sanità, non ci saranno effetti tangibili. Nel nostro programma per le prossime elezioni questo impegno sarà chiaro e vincolante". Così in una nota Marina Sereni, responsabile Sanità e Salute nella segreteria nazionale del Pd.