Registrati

Privacy

Informativa ai sensi dell'art. 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. La raccolta e il trattamento dei dati sono effettuati limitatamente ai fini connessi alla gestione operativa e amministrativa del servizio. I dati sono trattati con strumenti informatici e telematici e non saranno comunicati a terzi. Il titolare del trattamento \xE8 AreaDem.
* Acconsento al trattamento dei miei dati personali
Log in

 
Registrazione al sito - Login al sito

Roggiani: discontinuta'? La citta' vive una fase nuova perche' in 15 anni e' cambiata

11 Settembre 2026

Intervista a Silvia Roggiani su "Repubblica Milano"

Il dibattito sulla «discontinuità» dalle giunte Sala agita il centrosinistra milanese in vista delle comunali. Silvia Roggiani, deputata e segretaria regionale del Pd, rivendica quanto fatto in questi quindici anni ma ammette la necessità di «una stagione nuova».

Beppe Sala ha avvertito il centrosinistra per la campagna elettorale: no a un dibattito fatto per slogan. Il tema è quello della discontinuità o della rivendicazione dei risultati per un sindaco non più candidabile. Dove metterà il confine il Pd?

«In questi 15 anni Milano si è profondamente trasformata: è diventata una capitale europea aumentando servizi e diritti. Pensiamo non solo alle nuove linee del metrò e alle ciclabili, ma anche alla spesa per il welfare: Milano spende pro capite il 60 per cento in più della media nazionale e ha aumentato di altri 23 milioni lo stanziamento nell’ultimo bilancio, arrivando a spendere oltre un miliardo negli ultimi tre anni. Si è fatto molto ma è indubbio che la città stia vivendo una fase nuova con nuove sfide, su tutte quella del costo della vita e dell’accessibilità».

Quando il segretario milanese Alessandro Capelli parlò di «discontinuità» Sala si infuriò. Majorino ha detto che bisognerà non farsi condizionare dalla lobby del cemento. Non può nascondere che spinte in questo senso ci siano nel Pd. Quanto sono forti?

«Il segretario Capelli ha rivendicato molte volte la trasformazione positiva di Milano negli ultimi 15 anni, dicendo anche che di fronte a un contesto nuovo dobbiamo prepararci ad affrontare una stagione nuova. Nel Pd la spinta è quella di tenere la centralità sui bisogni delle persone. Certo sono bisogni nuovi, in una città profondamente cambiata, dopo il Covid ancora di più. È questa la nostra ossessione: stare al passo con sogni e bisogni dei cittadini. Non accontentarsi mai, sapendo che i bisogni che affrontiamo oggi son diversi da 10 anni fa».

Se dovesse dire in una sola parola qual è la direzione della successione a Sala e a 15 anni di giunte di centrosinistra?

«Una Milano accessibile, per tutte e per tutti, dove restare e costruire il futuro per sé e con chi si ama».

Nel campo largo, se arriverà a un’alleanza organica, un partito come M5S sull’urbanistica e dunque il cemento ha già contestato la giunta Sala. Quale possibile sintesi può esserci senza discontinuità con Sala, e con l’ultima giunta dove il Pd era il partito di riferimento?

«Sull’urbanistica tanti passi sono stati fatti anche in questi mesi con Anna Scavuzzo e con il lavoro fatto dell’Atlante dei quartieri e del Piano casa. Prima dei nomi e dei perimetri, parleremo con tutti di programmi e sono sicura che tutto il centrosinistra condivide parole d’ordine comuni: accessibilità, verde, servizi, città pubblica. Ma un dato lo voglio ricordare: l’aumento del consumo di suolo negli ultimi 10 anni è di solo lo 0,37%. Si è più rigenerato che occupato suolo libero e il verde è aumentato del 20 per cento».

Per i vostri elettori: vi state preparando a primarie inevitabili con Calabresi, Majorino e Scavuzzo?

«Il Pd di Milano ora è concentrato sul programma e la visione. Dal 18 aprile ha lanciato il percorso di Innamorarsi Ancora, che ha già visto decine di appuntamenti coinvolgendo cittadini e stakeholders. È partito il percorso dei saggi e intanto continueremo con la stesura del programma. Solo allora si parlerà di nomi».

Il fatto che il partito che governa Milano da quindici anni non abbia ancora espresso chiaramente un proprio candidato non segnala una difficoltà?

«No, mancano ancora molti mesi alle elezioni. Il partito che è al governo della città continua a essere concentrato su quello e sul confronto sul programma. Mi pare che a essere in difficoltà sia la destra».


Commenta... oppure


torna su

Agenda

DoLuMaMeGiVeSa

Rassegna stampa