La tragedia di Pietralata ci impone prima di tutto rispetto e silenzio.
Rispetto per Bianca, per i suoi genitori Valentina e Luca, per un dolore enorme davanti al quale non servono giudizi affrettati né ricostruzioni semplicistiche.
Non sta a noi dire cosa sia accaduto dentro questa famiglia. Ma sta alla politica e alle istituzioni interrogarsi, con serietà, su cosa possiamo e dobbiamo fare perché nessuno venga lasciato solo nella cura di una persona con disabilità o non autosufficiente.
Essere caregiver significa spesso dedicare ogni giorno, ogni energia, una parte enorme della propria vita alla persona che si ama. E nessuno dovrebbe essere costretto ad affrontare tutto questo in solitudine.
Per questo abbiamo bisogno, con urgenza, di una legge nazionale sui caregiver familiari. Una legge che non sia soltanto un riconoscimento formale, ma che garantisca sostegni economici, tutele sul lavoro e previdenziali, servizi domiciliari e territoriali adeguati e un vero diritto al sollievo.
Prendersi cura è un atto d’amore. Ma l’amore non può sostituire i servizi, le tutele e la responsabilità delle istituzioni.
Una comunità è davvero tale quando sa prendersi cura anche di chi si prende cura.