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Lorenzin: tra i giovani manca la cultura del donare il sangue

03 Settembre 2026

"Tra i giovani manca una vera cultura del dono. Il calo delle donazioni registrato nella fascia di età tra i 18 e i 25 anni di età, soprattutto al Sud, è preoccupante. Questa parte di popolazione sembra mobilitarsi soprattutto in occasione delle campagne di sensibilizzazione. Per questo fa bene Adnkronos a promuovere una giornata dedicata alla donazione del sangue. Iniziative come questa sono importantissime". Così Beatrice LORENZIN, vicepresidente dei senatori del Pd ed ex ministro della Salute, commenta e plaude alla giornata dedicata alla donazione del sangue promossa da Adnkronos in collaborazione con Avis Roma. L'appuntamento è per il 10 settembre, dalle 8.30 in piazza Mastai, nel cuore di Trastevere. "Bisogna andare nelle scuole per coinvolgere i più giovani, ma anche nei luoghi di ritrovo e di lavoro - sottolinea LORENZIN -. Oggi parliamo dell'emergenza sangue, ma le donazioni sono in calo anche sul fronte di organi e tessuti. Gli italiani, spesso per distrazione, non inseriscono nella carta d'identità la volontà di donare gli organi". Per LORENZIN ogni generazione ha una propria memoria, "ma la memoria va coltivata" sostiene. Per questo "servono iniziative come questa: diciamolo, non è una goccia nel mare. Anzi. Spero solo che possa essere uno stimolo per la politica e per il Governo - incalza LORENZIN - in particolare per il ministero della Salute e per quello dell'Istruzione. Sono i dicasteri che dovrebbero mobilitarsi per promuovere iniziative sul territorio e nelle scuole, per far comprendere ai ragazzi l'importanza di un gesto gratuito e disinteressato, che si lega alla cultura del volontariato. È questa, secondo me, la strada che funziona di più" aggiunge.

"Se a un ragazzo spieghiamo che, in caso di incidente stradale di un suo amico o di un intervento chirurgico a cui deve sottoporsi un familiare, il sangue donato può fare la differenza, è più facile che comprenda il valore di questo gesto e diventi a sua volta un donatore" conclude.


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