"Il Governo affronta la fine del Pnrr con un decreto fatto di proroghe, commissari e opere frammentate, senza una strategia nazionale per impedire il crollo degli investimenti pubblici dopo il 2026". Lo ha dichiarato in Aula la vicepresidente dei senatori del Pd, Beatrice Lorenzin. "Non sono mancate le risorse: è mancata la capacità di trasformarle in una programmazione stabile - ha aggiunto - Restano senza prospettiva certa i contratti di programma di Anas e Rfi, le reti idriche, le aree interne, le province, il dissesto e la sicurezza del territorio. Le opere continuano a entrare nei decreti sulla base del peso politico ed elettorale dei territori, invece che attraverso scelte nazionali trasparenti e verificabili. Ancora più grave è l'assenza di una politica strutturale di adattamento climatico. Il Governo risponde alle temperature estreme con misure temporanee e parziali, mentre il cambiamento climatico sta modificando in modo permanente la sanità, il lavoro, le città, le infrastrutture e i servizi pubblici". E ha concluso: "Mettere in sicurezza il territorio, recuperare le reti idriche, rendere resilienti ospedali, scuole e città, proteggere lavoratori e persone fragili non è ambientalismo ideologico: è politica industriale, sanitaria e infrastrutturale. Il Pnrr doveva aprire questa nuova fase. Il governo Meloni rischia invece di lasciare, dopo i cantieri, il vuoto".