Carissime democratiche, carissimi democratici,
è una strana stagione l’estate profonda, quando tutto sembra immobile, perché il più delle volte lo sembra soltanto. In realtà lo sentiamo tutti il ribollire sotterraneo delle destre, il rumore che fanno mentre usano ogni caso di cronaca per instillare nei cittadini la paura, poi la rabbia che della paura è figlia, quindi senso di ingiustizia e aspirazioni di rivalsa contro un colpevole qualunque purché facile da additare. Stiamo in allerta perché è un magma che ribolle in profondità ma lo vedremo emergere sempre più nei prossimi mesi: spaventare è un modo facile per suscitare il consenso cui destra, ultradestra e Lega si abbeverano da sempre per anestetizzare il pensiero così che davanti a un pericolo - anche e soprattutto se manipolato ad arte - l’istinto prenda il sopravvento e la ragione finisca nelle retrovie. Dobbiamo stare attenti perché la narrazione “governativa” vuole ipnotizzare tutti, così che non importi più che la legislatura sia stata totalmente governata da queste destre, né che fosse compito loro garantire quella sicurezza di cui poi per primi denunciano la mancanza, o il pensiero che è proprio sulla base delle leggi che Salvini, Meloni e soci hanno voluto e approvato che è irrogata quella giustizia che poi viene da destra denunciata come “ingiusta”. Non permettiamo che cada il silenzio sulle loro promesse mai mantenute, come quella di “eliminare le accise”, perché è per il tradimento di quella promessa (e per le guerre del loro intimo amico Trump) che il costo della benzina ha ormai scollinato andando a ben oltre i due euro al litro. Dobbiamo stare molto attenti perché racconteranno ancora favole come quella di abbassare le tasse, facendo finta di non essere loro quelli che stanno al Governo da quattro anni, e guardandosi bene dal dire che in questo preciso momento la pressione fiscale è alta come non era mai stata nell’ultimo decennio. Attrezziamoci bene per essere capaci di rispondere alla loro propaganda: ci attendono mesi in cui dovremo farlo a ogni piè sospinto.