Non esistono atti neutri, soprattutto quando riguardano le tariffe e il costo dei servizi pubblici.
Anche quest’anno Regione Lombardia ha deliberato gli adeguamenti tariffari legati all’ISTAT senza accompagnarli con le risorse necessarie a impedirne gli effetti negativi su cittadini, cittadine e Comuni. È la stessa Regione che, con la riforma della legge regionale 6 approvata pochi mesi fa, ha voluto rafforzare il proprio ruolo nella governance del trasporto pubblico e delle Agenzie del TPL. Se si sceglie di accentrare il governo del sistema, bisogna assumersi fino in fondo anche la responsabilità delle proprie decisioni. Il Comune di Milano ha richiamato più volte l’attenzione su questo tema e ha fatto la propria parte. Negli ultimi anni abbiamo destinato risorse del bilancio per evitare che questi adeguamenti tariffari si trasformassero in un aumento diretto del costo dei biglietti per gli utenti. Una scelta che ha certamente protetto l’accessibilità del trasporto pubblico, ma che non può diventare la soluzione strutturale.
Non è sostenibile chiedere ai Comuni di coprire ogni anno con milioni di euro dei propri bilanci costi che devono essere assunti dalla Regione. E non è giusto che si scelga di scaricarli sulle spalle di cittadini e cittadine.
Lo ripeto ogni anno, ma in Regione Lombardia continuano a fare finta di non capirlo.