"Trasformare l'attuale sistema dell'imputabilità dei minori tra i 14 e i 18 anni introducendo una presunzione generale DI responsabilità penale sarebbe una scelta sbagliata, che rischia DI indebolire la specificità della giustizia minorile". Lo dichiara Michela DI BIASE, capogruppo del Partito Democratico in Commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza. "Autorevoli giuristi - aggiunge - hanno ricordato come il minore non possa essere considerato un adulto in miniatura: la responsabilità penale deve tenere conto del percorso DI crescita, della maturità e della concreta capacità DI comprendere il significato delle proprie azioni. Gli automatismi rischiano DI sostituire alla valutazione della persona una risposta solo repressiva. DI fronte ai fenomeni DI disagio minorile servono più prevenzione, servizi, educazione e sostegno alle famiglie. La sicurezza si costruisce anche intervenendo sulle cause della fragilità, non semplicemente anticipando ai minori il modello penale degli adulti".