Grazie, Presidente. Quanta ipocrisia oggi in quest’Aula, dagli stessi che hanno sfiduciato la Presidente del Consiglio Meloni in un voto segreto giusto due giorni fa. Quanta ipocrisia.
Chi ha tradito? Chi ha tradito? Questa è l’unica ossessione da un paio di giorni della Presidente del Consiglio Meloni. Chi ha tradito nella sua compattissima maggioranza? Almeno 40 persone hanno tradito. Chi ha tradito? Questa è l’unica ossessione.
Com’è già assurdo che l’unica priorità che avete, in un Paese che ha la crescita zero, gli stipendi tra i più bassi d’Europa e le bollette tra le più care d’Europa, la vostra unica priorità sia quella di cambiare la legge elettorale perché avete paura di perdere. Chi ha tradito? E non ci dorme la notte la Presidente del Consiglio. Questa è l’unica ossessione, non la guerra illegale di Trump e Netanyahu, che ha ricominciato a fare vittime, a fare schizzare i prezzi dei carburanti quando gli italiani vanno a fare benzina.
Non questa, no. Anzi, su questa non l’abbiamo più sentita dire nulla, magari per evitare nuove sfuriate da parte di Trump. Non gli stipendi tra i più bassi d’Europa, non i rider senza diritti che stanno scioperando perché con il caldo non riescono a lavorare e diventano ancora più poveri, non gli oltre mille morti sul lavoro dell’anno scorso. Nessuna di queste è la priorità. Non le ondate di calore che nel giugno hanno ucciso 1.300 persone in Europa, ma questa è una sicurezza di cui a voi non importa nulla, perché sull’emergenza climatica in quattro anni non avete fatto nulla.
Ci dite che la transizione ecologica è una cosa per ricchi? Certo, ce lo dicono i ricchi al fresco del loro condizionatore, mentre c’è il 9% delle famiglie italiane che non se lo possono permettere come voi, il condizionatore. Sono quelle che incontrate al centro commerciale, anche se non hanno nulla da comprare o nulla per comprarlo, perché almeno fa più fresco. Ma a voi questa sicurezza non interessa.
Non sono neanche i terribili femminicidi, l’ultimo terribile femminicidio a Coriano, un’ossessione, una priorità politica. E sono quattro anni che vi facciamo proposte concrete per dirvi che non basta la repressione, su cui pure abbiamo votato delle misure insieme: serve la prevenzione per agire prima che sia troppo tardi. Ci sono donne vittime di violenza che fanno domanda per il reddito di libertà e si sentono dire che non ci sono più le risorse per il 2026. Queste sono le priorità, non cambiare la legge elettorale o capire chi ha tradito.
E nemmeno per voi lo sono le famiglie, quelle che non hanno i nonni vicini o forse non ce li hanno più affatto, purtroppo, e non sanno cosa fare per i figli in questa estate torrida perché non si possono permettere centri estivi o altre soluzioni di questo tipo.
Niente di tutto questo è la priorità. Per voi l’unica ossessione è questa: fare la legge elettorale. È la nuova ossessione di Giorgia Meloni: chi ha tradito?
Presidente Meloni, si faccia dire la verità: è lei che ha tradito. Ha tradito la fiducia degli italiani, anche di quelli che gliel’avevano data alle ultime elezioni. Ha tradito, una per una, le sue irrealistiche promesse elettorali.
Avevate promesso di abolire le accise e le avete aumentate. Avevate promesso di portare le pensioni minime a mille euro, le avete aumentate di un paio di caffè. Avevate promesso di abolire la Fornero, avete allungato anche l’età per la pensione. Avevate promesso il blocco navale, avete realizzato il blocco industriale in un Paese che ha un calo di produzione industriale da tre anni di fila. Avevate promesso e non avete fatto.
È lei che ha tradito, Presidente Meloni, come ha tradito il Sud di questo Paese. Il Governo che ha fatto le scelte più antimeridionaliste della storia repubblicana, cancellando fondi per le infrastrutture, facendo un’autonomia differenziata senza mettere un euro per restringere, chiudere i divari territoriali che il Sud e le aree interne hanno già pagato troppo.
L’ha fatto tagliando il contrasto alla povertà. L’ha fatto pure facendo una guerra ideologica incomprensibile allo sviluppo delle energie pulite e rinnovabili, che ci farebbero abbassare le bollette, migliorerebbero l’aria che respiriamo, ma nulla. Porterebbero lavoro di qualità e buone imprese, specialmente al Sud, ma anche questo a voi non interessa. È meglio continuare a comprare sempre più gas dall’amico Trump.
È sempre lei, Presidente Meloni, che ha tradito. E ieri ha tradito anche i suoi alleati per rincorrere Vannacci sull’emendamento Ziello. Non c’è più una maggioranza, è un colabrodo. Prendetene atto e traetene le conseguenze per il Paese.
Questa legge elettorale è irricevibile e inemendabile e ha gravi profili di incostituzionalità. Un premio abnorme e distorsivo che permetterebbe a chi vince quasi da solo di raggiungere i quorum di garanzia, di arrivare a quello che è il vero obiettivo della Presidente Meloni. L’ha anche chiarito il Quirinale: la vostra ossessione per il potere.
La rigidità di un premio di maggioranza fatto con un numero fisso, con un listone bloccato e attribuito per gli accordi di potere tra di voi. Ma una delle più gravi vergogne di questa legge elettorale l’avete compiuta all’ultimo, quasi di nascosto. È spuntato all’ultimo un emendamento: avete preso lezione direttamente da Trump e vi siete ridisegnati i collegi dell’estero per favorire i vostri. Vergogna!
Come fanno i repubblicani a ridisegnarsi i collegi, perché sapete che alle ultime elezioni all’estero abbiamo vinto noi e, invece che sfidarci, avete litigato con le mappe del mondo per fare eleggere i vostri. Vergogna!
Guardate, noi l’abbiamo detto dall’inizio che questa legge era irricevibile, che non avremmo votato nulla delle proposte che voi avete portato avanti. Abbiamo fatto un’unica eccezione, che in realtà non riguarda nemmeno questa legge elettorale, ma queste prossime elezioni e anche le consultazioni referendarie, le elezioni europee: si tratta del voto fuori sede.
Ma ve lo voglio dire con grande chiarezza: quello che è stato approvato ieri, anche con i nostri voti, non è abbastanza. I nove mesi, ridotti a tre solo per motivi di salute, non sono abbastanza. Così come il vero punto che le associazioni e i comitati portano avanti da tempo è che il voto dei fuori sede deve contare. Certo, devono farlo dove hanno il domicilio, ma deve contare a casa, dove hanno la residenza.
Noi continueremo con la nostra battaglia per un pieno e inclusivo diritto di voto ai fuori sede.
Una legge irricevibile nel merito e nel metodo, fatto di forzature insopportabili dall’inizio. Forzature che, però, vi sono tornate indietro, come quella sull’emendamento farsa con i capilista bloccati e le preferenze. Prevedeva, infatti, tutti i capilista bloccati e la maggioranza dei parlamentari sarebbe stata eletta così, mica con le preferenze.
Ma la cosa più grave è che l’emendamento Meloni cancellava di fatto la parità di genere. Questo faceva. Noi, come opposizioni, abbiamo presentato proposte per superare le liste bloccate con i collegi uninominali o con le preferenze. Avete votato contro, ovviamente.
Ma guardate che su quell’emendamento voglio dire una cosa in più, perché è inutile che se la prenda col Parlamento, peraltro con delle affermazioni indegne, perché dare al Parlamento della Repubblica della «palude», da Presidente del Consiglio, è veramente una cosa che non si dovrebbe sentire.
Ma guardi che ha perso lei, Presidente Meloni. Ha perso la sua arroganza, quella di cercare di imporre dall’alto una legge elettorale a otto mesi dal voto, quella di forzare anche sui suoi alleati e soprattutto la forzatura della prima Presidente del Consiglio donna che, con arroganza, per difendere il suo potere era pronta a sacrificare tutte le altre donne.
Non ce ne facciamo nulla di una premier donna che non si batte per tutte le altre donne nel Paese e anche in questo Parlamento.
Siete stati sfiduciati e di questo può incolpare solo se stessa. Ed è surreale che andiate avanti facendo finta di niente, fischiettando. Si è aperta una crisi su un emendamento che Meloni ha fortemente voluto, su cui il Governo addirittura aveva dato parere favorevole, conforme ai relatori.
Per di più, Meloni ci aveva sfidato sui social. Ha detto: «Metteteci la faccia». Solo che noi eravamo qui e abbiamo, con trasparenza, dichiarato come abbiamo votato su tutti gli emendamenti. È lei che non ci ha messo la faccia, è lei che non abbiamo visto. Siete andati sotto di un voto e la Presidente Meloni nemmeno era qui a votare.
È crollata tutta la vostra narrazione sulla maggioranza così compatta, mentre le opposizioni sono state unite in questa battaglia.
E dopo quattro anni del suo Governo, una fotografia di un Paese fermo, con salari bassi e bollette alte, con la crescita a zero e le tasse al record, sarebbe il caso che vi occupaste finalmente di questo. Ma siccome voi non lo fate, ce ne occuperemo noi.
Smettete di tenere in ostaggio i due rami del Parlamento per questa vostra ossessione per il potere e per questa pessima legge elettorale.
Concludo, Presidente. Ci penseremo noi, con le proposte unitarie che abbiamo già avanzato per un salario minimo, per un congedo paritario che aiuti veramente le famiglie italiane, per assumere medici e infermieri e contrastare davvero quelle liste d’attesa bloccate da un anno e mezzo.
Ci penseremo noi con tutte quelle proposte che voi avete mandato nella palude perché non avete avuto neanche il coraggio di votare contro.
Ma non vi preoccupate: potete anche cambiare questa legge pessima. Noi lavoreremo per vincere con i nostri alleati, con qualunque legge elettorale, mandarvi a casa e dare finalmente all’Italia il Governo che merita, per migliorare la vita delle persone.