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Braga: Meloni ha sfidato noi e la sua maggioranza. In entrambi i casi e' andata a sbattere.

16 Luglio 2026

Intervista a Chiara Braga su "il Corriere"

Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera: voi del centrosinistra chiedete le dimissioni della premier, ma pensate davvero che Giorgia Meloni lasci?

«L’ossessione di Meloni è rimanere attaccata al potere. Devo dire che tutto quello a cui abbiamo assistito in queste settimane fa pensare che non lascerà. Questa legge elettorale ne è la prova. Il fatto che non si dimetta, però, non è un punto di forza ma di debolezza. È la sua incapacità di vedere che la maggioranza non c’è più, tanto più dopo il voto di Fratelli d’Italia sull’emendamento dei vannacciani e il voto contrario di Lega e Forza Italia. E questa crisi politica della maggioranza si traduce in una paralisi del governo rispetto alle vere priorità del Paese».

Secondo lei perché quella decisione di votare l’emendamento dei vannacciani?

«Mi pare che Meloni ragioni sempre e solo con una logica, quella della sfida continua. Martedì ha sfidato le opposizioni, ieri ha sfidato la sua maggioranza. In entrambi i casi è andata a sbattere proprio perché quella che lei arrogantemente ha definito una palude, cioè il Parlamento, ha ancora una dignità e lo ha dimostrato in queste giornate. Ha accusato le opposizioni di non metterci la faccia ma la prima a non presentarsi in Aula è stata lei e hanno perso per un voto».

Quel voto di FdI ai vannacciani apre problemi?

«Quel voto dimostra che Meloni è disposta a sacrificare la sua alleanza di governo pur di inseguire Vannacci e che il suo governo è ancora più “nero” di quanto fosse prima».

Vi aspettavate quello che è successo martedì, che il governo andasse sotto in quel modo dopo il post della presidente del Consiglio?

«Era chiaro che con queste continue forzature di Meloni il rischio di incidente parlamentare fosse molto alto e noi abbiamo utilizzato ogni strumento, compresa la tecnica del voto segreto, per far emergere tutte le contraddizioni. Ci sono state grandi divisioni nella maggioranza e invece grande compattezza nelle opposizioni, e questo ci ha consentito di squadernare la crisi di questo governo».

C’è chi vi ha criticato per il vostro giubilo sulla bocciatura delle preferenze, cioè l’unico strumento che consente al cittadino elettore di scegliere gli eletti…

«Non sono state bocciate le preferenze, ma le false preferenze che proponeva Meloni e che avrebbero ulteriormente penalizzato la rappresentanza di genere. Per mantenere il potere la presidente del Consiglio era pronta a sacrificare anche ancora volta le donne. È la seconda volta che Meloni tradisce le donne dopo aver cambiato idea sul consenso nella legge contro la violenza sessuale, assecondando le spinte più reazionarie della sua compagine. Comunque noi abbiamo votato tutti gli emendamenti delle opposizioni che superavano le liste bloccate, comprese le preferenze. Ma la nostra soddisfazione dell’altro giorno deriva dal fatto che il governo è stato sconfitto dalla sua maggioranza e questa legge ha dimostrato di non avere nemmeno il consenso di chi l’ha proposta. Per questo devono fermarsi».

Dopo lo sbandamento di Napoli, le forze del centrosinistra appaiono nuovamente unite: riuscirete a rimanere tali fino alle elezioni?

«Io penso che la compattezza delle opposizioni in queste giornate ha dimostrato ancora una volta che quando siamo uniti siamo capaci di contrastare con più forza questa destra. La priorità è costruire un progetto di governo del Paese, sciogliendo i nodi che ancora ci sono tra le forze della coalizione e mettendo al centro le risposte da dare ai problemi del Paese».


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