"La richiesta di tutte le opposizioni di differire l'esame della legge elettorale ha visto il silenzio totale delle forze di maggioranza e del governo: è stato un dialogo tra sordi. La proposta del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, di un differimento di tre giorni, dal 26 al 29, è totalmente impropria rispetto alle esigenze di discutere gli emendamenti in commissione, e forse anche, per la maggioranza, di sciogliere i loro nodi", quindi "è stato confermato il calendario, strozzando ancora di più il dibattito parlamentare. Per noi si tratta dell'ennesima forzatura ed è la dimostrazione delle divisioni di una maggioranza che non riesce a trovare la quadra, impedisce al Parlamento di lavorare e ha un'unica ossessione, cambiare la legge elettorale per paura di perdere le elezioni". Lo ha detto la presidente dei deputati del Pd, Chiara Braga, al termine della conferenza dei capigruppo. "Registriamo ancora una volta - ha osservato - la totale indisponibilità di consentire un dibattito libero probabilmente proprio per paura dentro le forze di maggioranza. Non sappiamo se metteranno la fiducia, non sappiamo quale sarà l'atteggiamento che avranno in Aula. La commissione andrà avanti con i tempi previsti, tempi ovviamente strettissimi. È stata contingentata la discussione sugli emendamenti con tempi del tutto incompatibili con un dibattito vero", ha aggiunto.