Qualche settimana fa ho incontrato un gruppo di giovani attori che stanno preparando uno spettacolo su
#Genova2001, ovvero sul catastrofico G8 nel quale morì Carlo Giuliani.
Gli ho raccontato quel che ricordo di quelle giornate, quello che è successo nel mentre, come abbiamo saputo della morte di Carlo, il raduno al porto, le notti in tenda, lo stadio. Il nostro riprendere il treno invece di dormire alla Diaz, ma solo perché eravamo stremati e io il giorno dopo dovevo tornare a lavorare.
Lo scrivo sempre che Genova è stato il più grande fallimento della mia generazione, che si è spaventata per quella incredibile violenza, esercitata da uno Stato democratico. Noi figli del benessere non eravamo né abituati né preparati. E, forse, in larga parte abbiamo voluto dimenticare.
Il prossimo 20 luglio saranno passati 25 anni dai fatti, 25 anni dalla morte di Carlo Giuliani. Che aveva la mia età al tempo e che quella di oggi non ce l’avrà mai.
Daniele Vicari, registra, riproporrà il suo film DIAZ in questi giorni nei cinema e io appunto ho avuto modo di fare qualche chiacchierata in questi giorni ma ho la sensazione che l’opera di rimozione collettiva sia riuscita. Questo Paese non vuole ricordare Genova.
Ai ragazzi del teatro ho detto che probabilmente gli unici che hanno raccolto un po’ di quella spinta sono i volontari che oggi salvano le vite dei migranti in mare e, in questi ultimi mesi i tanti che, con coraggio, si sono imbarcati verso
#Gaza sulla
#Flottilla e per questo hanno subito violenze e maltrattamenti dal vergognoso governo israeliano.
Sempre grazie al Circolo PD Alba Meloni
