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Mirabelli: tre proposte per Milano contro le mafie

17 Giugno 2026

Milano è una realtà che attira le mafie. Qui, più che altrove le mafie si sono insediate e operano. Perché questa è una area ricca dove è più facile fare affari e una metropoli internazionale ideale per chi, come le mafie, opera andando ben oltre i confini nazionali. Le mafie, come dimostrano le inchieste, si evolvono in continuazione, hanno spostato gran parte delle transazioni economiche sul dark web, utilizzano sofisticati sistemi finanziari, false fatturazioni, l'offerta di credito per condizionare e asservire aziende legali. Milano è, per queste ragioni, il centro del riciclaggio. Ma sbaglieremmo a pensare che sia solo questo. Resta uno snodo importante del traffico di droga e dello sfruttamento della manodopera garantendosi i subappalti. La recente inchiesta denominata Hydra racconta di patti di non aggressione tra le diverse mafie per poter riciclare in tranquillità e conferma, a questo scopo, la scelta di nascondersi riducendo l'uso della violenza. Tutto ciò per non suscitare allarme sociale. Qui c'è un tema decisivo. La consapevolezza della presenza e della pericolosità delle mafie è sempre più bassa, e loro inquinano, con miliardi di euro di provenienza illecita la nostra economia e quindi la convivenza civile. Quando si affronta il tema della sicurezza non si parla mai di criminalità organizzata, ma solo di reati predatori e di immigrati. Il messaggio che continua a passare è che le cose che devono spaventare non sono le mafie.
Le istituzioni milanesi hanno fatto molto contro le mafie. Dalle regole stringenti per mettere in sicurezza gli appalti pubblici, al lavoro del comitato antimafia, passando per il sistema di prevenzione e controllo messo in atto per Expo, diventato un modello per tutte le grandi opere del Paese. Si è fatto molto e non c'è stata nessuna sottovalutazione, ma vicende come le infiltrazioni nelle attività del mercato dell'Isola e delle "curve" di San Siro, dicono che si deve fare di più. Per queste ragioni è necessario che quella della lotta alle mafie sia esplicitamente e concretamente una priorità per il PD e la coalizione progressista che si presenterà alle prossime elezioni. Non solo dobbiamo raccontare la presenza e la pericolosità delle mafie, ma anche non smettere di aggiornare gli strumenti di prevenzione. In questo senso proporre la promozione, da parte della città metropolitana, degli STATI GENERALI CONTRO LE MAFIE, da tenersi una volta all'anno, può essere utile e necessario. Si tratta di fare il punto, aggiornare l'analisi delle attività criminali e l'evoluzione degli strumenti di contrasto e di accendere i riflettori sulla presenza delle mafie. Limitarsi al doveroso ricordo delle vittime non basta. Serve coinvolgere istituzioni, associazioni di categoria, organizzazioni antimafia, università e scuole, per conoscere, creare gli anticorpi e mettere in campo iniziative di promozione e contrasto. Penso a una iniziativa che stia in capo al sindaco per dimostrare l'importanza che le si attribuisce. QUESTA PROPOSTA PUÒ DIVENTARE QUALIFICANTE DI UN PROGRAMMA IN CUI LA LOTTA ALLE MAFIE SIA UNA PRIORITÀ.
L'altro grande tema che, da ultimo, l'inchiesta Hydra ha riproposto, è quello del rapporto mafia e politica. Le mafie hanno bisogno di favori da chi è nelle istituzioni per accreditarsi, avere informazioni o sveltire le pratiche. La corruzione e il voto di scambio hanno consentito alla criminalità di inquinare le istituzioni. Prevenire le infiltrazioni mafiose è una necessità e deve essere un impegno per tutta la politica, a partire dalla formazione delle liste. Va sempre tenuta alta l'attenzione per individuare comportamenti anomali, ma le scelte sulle candidature sono decisive. L'adesione e il rispetto del CODICE DI AUTOREGOLAMENTAZIONE predisposto dalla commissione nazionale antimafia deve essere un impegno concreto per il PD e per la coalizione. Serve fare di questo un punto qualificante del nostro programma elettorale. Occorre garantire agli elettori una attenzione concreta e la volontà di presentare liste pulite. E, su questo, dobbiamo chiedere lo stesso impegno a tutti e pretenderlo da chi sta in coalizione con noi.
L'ultimo tema su cui prendere iniziative concrete riguarda la lotta al caporalato e allo sfruttamento dei lavoratori. Da questo punto di vista garantire che chi lavora con il pubblico sia in regola e operi salvaguardando la dignità e i diritti dei lavoratori deve essere una priorità anche per togliere spazio alle mafie. Queste tre proposte possono e devono qualificare il programma della nostra coalizione e chiarire che, per noi, la lotta alle mafie deve essere una priorità per chi amministra e per tutta la comunità.

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