Sulla mancata riforma della medicina territoriale, proposta e poi ritirata dal ministro Schillaci, si è assistito a "uno scivolone politico senza precedenti". È quanto sostiene la senatrice del Pd Beatrice Lorenzin, interpellata dall'ANSA a margine di un convegno a Roma. Per Lorenzin, sulla medicina territoriale "la soluzione era stata già trovata dopo il Dm 77: il ministro Speranza aveva fatto un accordo per 6 ore" lavorative settimanali nelle Case di comunità "con i medici di famiglia e ora si sarebbe potuto, insieme ai medici stessi e agli altri specialisti, migliorare quell'accordo". Lorenzin ha poi sottolineato come "abbiamo avuto 4 anni e viene presentato un decreto che smonta di fatto tutta la medicina generale in Italia, senza aver consultato nessuno. Il ministro viene poi smentito dal suo Sottosegretario, del suo stesso partito, poi dalle Regioni, poi dalla Lega. C'è stato un avvitamento ideologico assurdo da parte del governo e ora, come nel gioco dell'oca, sono tutti ritornati al via". "A questo punto non ci resta che sperare che le cose funzionino - ha concluso Lorenzin -. La cosa assurda è che noi, in Parlamento, non stiamo discutendo di come arriviamo alla fine del Pnrr, una priorità per i cittadini italiani, ma piuttosto della legge elettorale"