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Marziali: Ddl Valditara, disinsformazione, stereotipi e disuguaglianze

11 Giugno 2026

Il 4 giugno 2026, il DDL Valditara è stato approvato come legge.
La legge vieta qualsiasi attività riguardante la sessualità e l'affettività nelle scuole dell'infanzia e primaria. Nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, richiede il consenso informato scritto dei genitori o degli studenti maggiorenni prima di avviare tali attività.
Questa legge presume che temi come sessualità, relazioni e identità possano restare esclusi dalle aule, mentre nella realtà sono già presenti, influenzati da social media, bullismo, sessismo e prime esperienze amorose. Regola un mondo che non esiste.
La responsabilità di educare i bambini e i ragazzi ai sentimenti deve essere assunta da tutti, in primis dalle istituzioni e dalla scuola, che deve essere supportata.
L’educazione affettiva e relazionale nelle scuole può svolgere un ruolo cruciale nel contrastare fenomeni come violenza di genere, bullismo, stalking ed emarginazione.
Come dimostrato, l'educazione è uno strumento efficace di prevenzione.
La presenza di educatori specializzati, a partire dalla scuola elementare, che promuovano parità e rispetto, rifletterebbe il riconoscimento che la violenza e le prevaricazioni si sviluppano nel tempo e sarebbe un prezioso supporto prezioso per le famiglie.
L'educazione all'affettività dovrebbe essere considerata una materia fondamentale, al pari di matematica o latino, con la sola differenza di non prevedere un voto. Se l'ora di educazione affettiva diventa facoltativa, rischia di escludere proprio chi ne ha maggiore necessità.
Se vogliamo veramente sostenere un cambiamento culturale, è necessario investire in un’educazione mirata, fondamentale per costruire relazioni sane e prevenire la violenza di genere.

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