“La storia recente della riforma della medicina di famiglia è purtroppo la ‘cronaca di una morte annunciata’. Il ministro Schillaci ha aspettato 4 anni per accorgersi che mancava una riforma per far funzionare il territorio e le Case di Comunità, una riforma peraltro già in gran parte elaborata negli atti del precedente ministro Speranza in attuazione del PNRR e dagli stessi medici di famiglia. Ma il titolare del dicastero della salute del governo Meloni ha messo in campo una riforma sconfessata fin da subito dal suo stesso sottosegretario, quindi da Fi e dalla Lega. Non ci voleva certo molto a capire come sarebbe finita”. Lo dice la senatrice Beatrice Lorenzin, vicepresidente del gruppo del Pd. “Le vere riforme – prosegue Lorenzin – non si fanno da soli e non si fanno contro qualcuno. Questa era stata partorita in solitudine e presentata alla Conferenza delle Regioni e non è mai arrivata in Parlamento, che è il luogo del confronto più ampio. Il governo ha fallito ancora. Restano da risolvere questioni davvero urgenti che riguardano il sistema della medicina territoriale e la valorizzazione del personale, perché il Ssn possa affrontare la sfida demografica e la presa in carico di milioni di persone”.