
Quanto accaduto questa settimana alla 'Global Sumud Flotilla' è un fatto gravissimo che chiama in causa direttamente le responsabilità del governo Netanyahu e viola ancora una volta il diritto internazionale.
Gli spari alle barche in acque internazionali, la violazione della sovranità nazionale, le 430 persone condotte in arresto nel porto israeliano di Ashdod e poi le violenze, le intimidazioni, il trattamento degradante riservato agli attivisti impegnati nell'azione pacifica della Flottilla rappresentano un oltraggio alla dignità delle persone, dei più elementari principi di umanità, un'ennesima dimostrazione di arroganza e impunità del Governo istraeliano. «Benvenuti in Israele, i padroni di casa siamo noi!. Erano arrivati con tanto orgoglio, guardateli come sono ridotti ora», dice tronfio in un video postato sui social il ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, tenendo la bandiera di Israele con la mano sinistra, e invitando con la destra a rivolgere lo sguardo agli uomini e alle donne bendati, ammanettati con lacci di plastica, messi in ginocchio con l’ordine di non staccare il viso dal pavimento, perché la mortificazione sia piena e completa. Un “tappeto umano di schiene umiliate” e derise.
Il Governo israeliano continua ad agire nella totale impunità, con metodi che nulla hanno a che vedere con lo stato di diritto e con una democrazia degna di questo nome. A poco valgono le timide parole di presa di distanza di Netanyahu quando Ben Gvir continua rimanere al suo posto. E anche le parole di condanna di Meloni e Tajani se a queste non seguono atti concreti, troppo a lungo rinviati. L'Italia e l'Europa escano dalla complicità dell'inerzia e passino dalle parole ai fatti, esercitando fino in fondo gli spazi di iniziativa politica e diplomatica necessari.
Di fronte alla sistematica violazione dei diritti umani e alla brutalità di queste azioni, di fronte alle vittime di Gaza e alle violenze che continuano a essere perpetrate dai coloni in Cisgiordania, di fronte al blocco degli aiuti umanitari serve che il Governo italiano assuma atti concreti e immediati: tolga il veto italiano che blocca la sospensione dell'accordo di cooperazione Ue-Israele, abbandoni la farsa del 'Board of Peace', applichi sanzioni immediate a Ben Gvir già ricercato dalla Corte Penale internazionale e ai ministri criminali del Governo Netanyahu, come già hanno fatto altri Paesi, aderisca alla nostra proposta, fatta insieme a M5S e AVS, di vietare l'accesso in Italia di prodotti che arrivano dalle colonie illegali in Cisgiordania.
L'Italia ritrovi sé stessa, agisca con la forza della sua tradizione diplomatica, superi silenzi e ritardi che ci hanno visto troppo a lungo complici silenziosi di chi sta gettando il mondo nel caos e sta calpestando il diritto interazionale e la dignità umana.