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Lorenzin: i tagli alle reti internazionali di sorveglianza rendono il mondo piu' insicuro

20 Maggio 2026

"Il Covid ci ha insegnato che nessun Paese può affrontare da solo una crisi sanitaria globale. Per questo il taglio dei finanziamenti all'OMS e l'indebolimento delle reti internazionali di sorveglianza non sono una buona notizia: non rendono il mondo più sicuro, lo rendono più esposto". Lo ha detto ai giornalisti la senatrice del Pd Beatrice LORENZIN, a margine dei lavori della 79ª World Health Assembly dell'OMS a Ginevra, dove è intervenuta come membro dell'Unione Interparlamentare Internazionale. "Le emergenze che oggi osserviamo in diverse aree del mondo, dall'Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda, fino alla poliomielite che resta presente in Pakistan e Afghanistan, ci ricordano che i virus non aspettano i tempi della politica e non rispettano i confini nazionali. La prevenzione non è una spesa comprimibile, ma un'infrastruttura di sicurezza nazionale e internazionale", prosegue la senatrice dem. 

 "Il caso dei tagli all'CDC di Atlanta è emblematico. Parliamo di una struttura che non serve solo agli Stati Uniti, ma che da anni contribuisce alla sorveglianza globale, alla formazione degli epidemiologi sul campo, al rafforzamento dei laboratori, al tracciamento dei contatti, al trasporto dei campioni e ai sistemi di allerta precoce. Quando si tagliano questi presìdi, si colpisce proprio la capacità di individuare e contenere i focolai nelle prime settimane, cioè nel momento decisivo per evitare che un'epidemia diventi una crisi regionale o globale", incalza LORENZIN. "Pensare che la sicurezza sanitaria si difenda solo alle frontiere è un errore. Le epidemie si fermano prima: nei villaggi, nei laboratori periferici, nei sistemi di sorveglianza, nella cooperazione tra Paesi. Tagliare l'OMS o programmi come il CDC e la cooperazione sanitaria internazionale non riduce il rischio, lo aumenta - aggiunge - Serve fare sistema tra Stati, istituzioni internazionali, comunità scientifica e Parlamenti. Condivisione dei dati, accesso alla ricerca, rafforzamento della sorveglianza epidemiologica, vaccini, contrasto alla disinformazione e sostegno ai Paesi più esposti devono tornare al centro dell'agenda politica". "L'Italia e l'Europa devono assumere un ruolo più forte. Non possiamo permetterci di arrivare impreparati alla prossima emergenza globale. Investire nell'OMS, nella prevenzione e nella cooperazione internazionale significa difendere la salute dei cittadini, la tenuta dei sistemi sanitari e la sicurezza delle nostre democrazie", conclude LORENZIN.


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