"Il caso dell’hantavirus sulla nave approdata a Tenerife dimostra che il mondo che ha prodotto il Covid non è cambiato. I virus ci sono e viaggiano veloci e abbiamo bisogno di una sanità pubblica forte, attenta e coordinata per proteggere la popolazione. Infatti la mobilità globale, i cambiamenti climatici e l’aumento degli spillover rendono i rischi i epidemici sempre più strutturali. Per questo sia il nuovo piano OMS, sia il piano pandemico italiano 2025-2029 superano il vecchio modello del semplice piano anti-influenzale e si preparano a virus sconosciuti, patogeni emergenti e nuove zoonosi". Così la senatrice del Pd Beatrice Lorenzin."La differenza però è chiara - aggiunge -: l’Oms costruisce una strategia permanente di resilienza sanitaria globale fondata su prevenzione, cooperazione internazionale e rafforzamento stabile dei sistemi sanitari pubblici. Il piano italiano invece, pur facendo passi avanti, mantiene ancora una logica troppo burocratica ed emergenziale. E soprattutto arriva dopo anni persi tra ritardi, polemiche ideologiche, ambiguità sui vaccini e sottofinanziamento della sanità pubblica. Dopo quasi quattro anni di governo ci ritroviamo ancora con pronto soccorso sotto pressione cronica, una crisi sempre più grave della medicina d’urgenza con fuga dalle corsie e dalle scuole di specializzazione, mentre sul territorio esplode la tensione con i medici di medicina generale in stato di agitazione per non aver condiviso un percorso di riforme e Case della Comunità che rischiano di restare scatole vuote senza personale sufficiente da un lato e regioni che faticano a garantire LEA, liste d’attesa e servizi alla persona dall’altro".(