Non solo caro benzina e caro diesel: anche il mercato dei farmaci è a rischio per la crisi dello stretto di Hormuz, così come altre produzioni comunque legate a materie prime che normalmente transitavano dallo stretto.
Il Governo se ne deve occupare al più presto, per evitare problemi soprattutto rispetto ai farmaci in uso per le patologie più delicate, come quelle oncologiche.
Mentre ovviamente attendiamo buone notizie dai nuovi “signori della guerra” che hanno vergognosamente riportato indietro le lancette dell’orologio della storia…