"L’analisi della Fondazione Gimbe sul DFP presentato alle Camere dal governo Meloni non lascia spazio a dubbi interpretativi. Non c’è nessuna svolta per quanto riguarda il finanziamento del SSN e si conferma un rapporto spesa sanitaria sul Pil che ci colloca tra gli ultimi posti nel panorama dei paesi avanzati. Questa apparente stabilità nasconde però un dato, che già negli anni scorsi era stato denunciato: lo scarto tra le risorse appostate dal Bilancio dello Stato nel FSN e la previsione della spesa sanitaria pubblica complessiva. Una differenza, come sottolinea Gimbe, ‘destinata ad ampliarsi ulteriormente: € 7,1 miliardi nel 2027, € 10,1 miliardi nel 2028 e € 13,4 miliardi nel 2029, configurando, ad oggi, un definanziamento strutturale del SSN sempre più marcato'. In altre parole il governo prevede che la spesa sanitaria cresca molto più degli stanziamenti previsti nel bilancio, con una conseguenza molto pesante sulle Regioni che saranno costrette a tagliare i servizi o ad aumentare le tasse. In entrambi i casi saranno i cittadini a rimetterci. In questa cornice appare ancora più assurdo il tentativo del ministro Schillaci di fare riforme - peraltro pessime - sull’assistenza ospedaliera e territoriale. La nostra opposizione sarà, come sempre, rigorosa e nel merito. E il tema del diritto costituzionale alla salute sarà al centro del programma della coalizione progressista per le prossime elezioni". Così in una nota Marina Sereni, responsabile Sanità nella segreteria del Partito democratico.