"Il decreto sicurezza, rimasto fermo al Senato per settimane per divisioni interne alla maggioranza, e' arrivato a Montecitorio senza un vero esame parlamentare, con tempi compressi e senza il coinvolgimento delle commissioni. Il parlamento e' stato ridotto a mero luogo di ratifica di decisioni assunte prima e altrove. Nel provvedimento e' presente una norma ritenuta palesemente incostituzionale, che lo stesso governo si appresta a correggere con un nuovo decreto: una forzatura grave che rappresenta un precedente senza eguali e un vulnus per l'equilibrio tra i poteri dello Stato. Per il Pd, la sicurezza non si costruisce con propaganda e repressione, ma con prevenzione, investimenti sociali e rafforzamento delle forze dell'ordine. Dopo oltre tre anni di governo, il Paese e' piu' fragile, con piu' precarieta' e meno sicurezza reale. Il decreto, basato su nuove fattispecie di reato e pene piu' dure, rischia solo di aggravare il sistema giudiziario e il sovraffollamento carcerario, senza affrontare le cause profonde dell'insicurezza. Alla vigilia del 25 aprile ribadiamo la difesa dei principi costituzionali e del diritto al dissenso, contro un provvedimento che indebolisce le istituzioni e comprime le liberta' fondamentali". Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, nella dichiarazione di voto sul Decreto Sicurezza.