"Il deficit al 3,1% è un obiettivo mancato dal Governo che non è riuscito a riportare i conti sotto la soglia del 3%. Ma il punto più grave è che questo risultato arriva in un contesto economico debole e senza una strategia credibile di crescita. I numeri ufficiali sono chiari: nel 2025 il PIL italiano si è fermato allo 0,5%. Le previsioni per il 2026 restano deboli, tra lo 0,5% e lo 0,8%, con una crescita acquisita già limitata allo 0,3%. Siamo di fronte a un'economia sostanzialmente stagnante. A questo si aggiunge un dato strutturale preoccupante: la produzione industriale è in calo su base annua. Il cuore manifatturiero del Paese rallenta proprio mentre aumentano i costi e l'incertezza. E qui entra il nodo che il Governo continua a ignorare: la crisi energetica. Le tensioni internazionali, l'instabilità nel Medio Oriente e i rischi sulle rotte strategiche stanno mantenendo elevati i prezzi dell'energia, con effetti diretti sulla competitività delle imprese italiane. Le aziende energivore stanno pagando costi più alti rispetto a molti concorrenti europei e questo si traduce in minori investimenti, minore produzione e perdita di quote di mercato. Di fronte a questo scenario il Governo non ha messo in campo una strategia energetica e industriale all'altezza: interventi frammentati, misure temporanee, nessuna visione strutturale su approvvigionamenti, rinnovabili, autonomia energetica e sostegno alle filiere produttive. Il risultato è evidente: senza crescita non si riduce il debito. E infatti il debito resta oltre il 137% del PIL e il deficit sopra il 3%. Le dichiarazioni della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni confermano un problema politico: continuare a scaricare le responsabilità su fattori esterni o governi precedenti, dopo quattro anni, non è più credibile. Governare significa assumersi la responsabilità dei risultati. Oggi servono scelte chiare: una strategia energetica che riduca i costi per imprese e famiglie, un piano industriale che sostenga produzione e innovazione, investimenti veri nella sanità pubblica e nella coesione sociale. Gli italiani non chiedono narrazioni. Chiedono risultati. Serve un cambio di passo immediato." Così in una nota Beatrice Lorenzin, Vicepresidente del gruppo del Pd al Senato.