"Il Partito Democratico è accanto alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità privata convenzionata che oggi parteciperanno allo sciopero nazionale indetto da CGIL, CISL e UIL per rivendicare il diritto a condizioni di lavoro dignitose. 300 mila lavoratrici e lavoratori che garantiscono quotidianamente servizi essenziali in ambito sanitario e socio sanitario, offrendo assistenza e cura a migliaia di cittadini, ma a cui sono riconosciute retribuzioni molto inferiori a quelle del personale impiegato nel pubblico. E con contratti non rinnovati da ben 8 anni, nella sanità privata, e ben 14 nelle RSA. Senza nessun recupero per l'inflazione che ha comportato una perdita rilevante del valore reale delle loro retribuzioni. Tutto ciò è inaccettabile e lo è a maggior ragione dal momento che le strutture private accreditate e convenzionate continuano a beneficiare di risorse pubbliche importanti e che l'intero comparto, con oltre 12 miliardi di euro di fatturato nel 2023, è in crescita costante. Consideriamo grave che con risorse pubbliche si finanzi un modello che nega diritti e dignità del lavoro e che avalla di fatto il dumping sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori. Come abbiamo più volte proposto attraverso specifici emendamenti in Parlamento, è necessario prevedere requisiti organizzativi stringenti per l'accreditamento e il convenzionamento con il Servizio Sanitario Nazionale. Solo chi applica il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro deve poter accedere ai finanziamenti pubblici." Così in una nota Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro, e Marina Sereni, responsabile Sanità e Salute della segreteria nazionale del Pd.