Il Governo Meloni oggi è in evidente difficoltà per la sua incapacità di governare, per le scelte sbagliate o ambigue compiute in questi tre anni e mezzo: decisioni che hanno indebolito l’Italia, rendendola un Paese meno credibile e meno affidabile sul piano internazionale.
Oggi Giorgia Meloni sembra rendersi conto, almeno in apparenza, dei gravi errori commessi e prova a prendere le distanze da quelle sue stesse scelte, a partire dalla sospensione arrivata con gravissimo ritardo, del memorandum di cooperazione militare con Israele, fino al rapporto con Donald Trump.
Un cambio drastico di linea politica che appare motivato più da opportunismo politico ed elettorale che da una reale convinzione. È il tentativo di correggere una rotta ormai fallimentare, non il frutto di una visione nuova e coerente.
Non bastano però mosse tardive o di facciata. Per questo chiediamo coerenza. La decisione sull’accordo militare con Israele non può restare un gesto isolato, seppur tardivo: deve tradursi in scelte concrete. Il Governo deve correggere la propria posizione anche in Europa sul conflitto israelo-palestinese, sulle violenze dei coloni in Cisgiordania e sulle violazioni del diritto internazionale compiute dal governo Netanyahu.
Allo stesso modo, è necessario restituire all'Italia una voce autorevole nello scenario globale. Serve una postura diversa rispetto all’atteggiamento più che mai subalterno tenuto finora dal nostro Governo nei confronti dell’Amministrazione Trump. Solo dopo aver perso il referendum, dopo la crisi energetica, dopo la prospettiva di una recessione globale, dopo la sconfitta dell’amico Orban in Ungheria, solo dopo l’ennesimo delirio di onnipotenza mostrato al mondo dal Presidente Trump, Meloni ribalta improvvisamente le sue convinzioni, tenta di smarcarsi e addirittura promuove iniziative sulla grave crisi internazionale in Medio Oriente causata dalla guerra in Iran, cercando di partecipare ai nuovi tavoli internazionali con Macron, Starmer e Merz.
Bene, ma sappia che noi la giudicheremo sui fatti, sugli effetti concreti e sulla coerenza di queste scelte. Ci auguriamo che finalmente si possa rimediare all’apatia e all’ignavia dimostrate in questi mesi dal Governo italiano, che troppo spesso ha rinunciato a far sentire la propria voce sia con gli Stati Uniti sia in Europa. Ora non bastano i segnali: servono decisioni vere e credibili.