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"Sentire Attilio Fontana accusare il Partito Democratico di antisemitismo è semplicemente surreale". Lo dichiarano Silvia ROGGIANI, deputata e segretaria regionale del Partito democratico della Lombardia, e Alessandro Capelli, segretario metropolitano del Pd milanese. "Noi siamo da sempre al fianco di chi, in Israele come in Italia, si batte per la democrazia, per la pace e contro le politiche del governo Netanyahu. Non abbiamo bisogno di lezioni da chi quelle politiche le difende senza mai metterle davvero in discussione", dicono ROGGIANI e Capelli, che proseguono: "Mentre distribuisce accuse gravi e fuori luogo, Fontana continua a governare insieme a chi tiene il busto del Duce sul comodino e a chi usa la paura e la divisione come strumento politico, e annuncia la partecipazione al 'Remigration Summit', una sorta di fiera ideologica della deportazione dove si teorizzano espulsioni di massa su base etnica e si evocano scenari da Europa anni Trenta. Fontana insiste a giocare con le parole: usa con leggerezza l'accusa di antisemitismo e, allo stesso tempo, prova a nascondere cosa sia davvero la 'remigrazione', che non è affatto il contrasto all'immigrazione irregolare, già previsto dalle leggi, ma un'idea radicale che mette in discussione la presenza stessa degli immigrati che vivono, lavorano e contribuiscono in questo Paese". "Fontana ci chieda scusa e non utilizzi come arma di polemica politica accuse gravi e irresponsabili", concludoni i due segretari Pd.