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Benini: una storia di radici, di cura e di futuro

23 Febbraio 2026

Lui si chiama Giuliano. Da una vita lavora per il Comune di Verona, nel settore Giardini. Il prossimo anno andrà in pensione. Per molti è “solo” un dipendente comunale. Per chi lo conosce davvero, è una memoria storica, un pilastro silenzioso, una di quelle persone che tengono in piedi le cose senza mai chiedere nulla in cambio. Quattro anni fa, a Trezzolano, il paese da cui proviene, Giuliano ha raccolto dei piccoli semi di cipresso, vicino a esemplari storici. Li ha piantati, curati, seguiti stagione dopo stagione. Senza clamore, senza fretta. Anno dopo anno li ha visti crescere. Oggi quei semi sono diventati questi alberi. Giuliano ha deciso di donarli al Comune di Verona, e ora vivono qui, ai giardini dedicati ai caduti di Nassirya, a ridosso delle Porte di San Zeno, in via Vittime Civili di Guerra. Un gesto semplice, ma pieno di significato: amore per il verde, rispetto per la città, senso profondo del bene comune. La foto ho insistito io per farla. Giuliano preferirebbe stare lontano dai riflettori: è fatto così, umile, discreto, più a suo agio tra le piante che davanti a una macchina fotografica. Ma credo fosse giusto, almeno per una volta, dire grazie pubblicamente a chi lavora ogni giorno con passione, spesso senza che nessuno se ne accorga. Questa è una storia di radici, di cura e di futuro. E Verona deve molto a persone come Giuliano.


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