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Niccolai: scuole a rischio nei territori esclusi dalle aree montane

23 Febbraio 2026

Nei giorni scorsi è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’elenco dei Comuni montani che è scaturito dal conflitto tra territori che il Governo ha voluto creare. Purtroppo si vede già un primo effetto immediato: un autentico tsunami sta per arrivare sui più di 700 Comuni esclusi dalla nuova classificazione voluta dal Governo Meloni per le aree montane, visto è a rischio l’esistenza di numerose scuole e tantissime classi. Tocca al Governo decidere se arriverà il prossimo anno scolastico oppure quello successivo: quello che è certo è che arriverà. Con l’art. 7 della legge 131/2025 le scuole dei 700 comuni esclusi non si potranno più definire “di montagna”, perché i rispettivi territori non sono più definiti montani: in questo modo non potranno beneficiare della (già debole) tutela normativa offerta del decreto Gelmini del 2009 (D.P.R. 81/2009) rispetto al numero minimo dei componenti di una classe. Facciamo alcuni esempi: nella scuola primaria il numero minimo per la formazione di una classe è 18 alunni, per le scuole montane si abbassa a 10; lo stesso meccanismo di riduzione avviene nelle scuole medie. Siccome la legge 131/2025 definisce chiaramente che le scuole montane sono solo quelle dei comuni ricompresi nel nuovo elenco, per i circa 700 Comuni esclusi si rischia uno tsunami di taglio di classi nelle scuole primarie e medie, perchè non possono più beneficiare delle deroghe previste dal decreto Gelmini per i territori montani, deroghe tra l’altro insufficienti perchè risalenti al 2009 e che non consideravano l’andamento demografico degli ultimi anni. Il Governo ha il dovere di dire cosa succederà nel prossimo anno scolastico in questi territori, che sono in ogni caso sono comunque fragili e soggetti a fenomeni di spopolamento: se gli uffici del Ministero non applicheranno le deroghe attualmente previste “salteranno” intere classi e sarà rischio l’esistenza di varie scuole. Molti Sindaci sono giustamente preoccupati perchè non sanno da quando arriverà questo autentico tsunami sui loro territori. E cosa dire degli incentivi di carriera o il credito di imposta per gli insegnanti che lavoreranno nei Comuni montani? I 700 Comuni esclusi si troveranno in compagnia di altri Comuni montani che il Governo deciderà non essere meritevoli dell’applicazione di questi incentivi, dunque anche loro esclusi. Sì, perchè gli incentivi della legge valgono solo per alcuni, non per tutti i Comuni definiti “montani”: del resto, visto che il Governo non ha aumentato un euro rispetto ai 200 mln per la montagna italiana previsti da Draghi, ha ben visto di ridurre ancora di più il numero dei Comuni interessati. La legge 131/2025 non solo è stata un’occasione persa ma sta diventando un danno per i territori più fragili: si inizia dalle scuole. Alla fine sono riusciti a introdurre tre classificazioni: i comuni esclusi, i comuni montani di seri B dove non si applicheranno gli incentivi ed i comuni montani di serie A dove invece si applicheranno. Più che ridurre, le disuguaglianze così si aumentano e si parte proprio dalla scuola, il settore più prezioso per la crescita del nostro Paese.


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