Le divisioni della maggioranza sull’Ucraina sono un fatto grave, soprattutto su un tema su cui Giorgia Meloni aveva cercato di accreditarsi a livello internazionale. Come ha affermato Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, “È grave che la maggioranza si sia spaccata sull’Ucraina, su cui Giorgia Meloni si era accreditata nel mondo”. La scelta di porre la fiducia appare come “una foglia di fico per nascondere le crepe al loro interno”, il segno evidente di una coalizione attraversata da tensioni profonde. La Lega è ormai “sotto scacco di Vannacci”, mentre Meloni evita lo scontro a destra, temendo che qualcuno possa interpretare meglio di lei il trumpismo. Il rischio è una pericolosa rincorsa verso posizioni sempre più estreme, incompatibili con la politica estera di un grande Paese come l’Italia". Il Partito Democratico ha sempre garantito e continuerà a garantire il sostegno a Kiev, pur chiedendo un confronto chiaro con gli alleati sul futuro del conflitto. La vera sfida per l’Europa non è soltanto la difesa comune ma il rilancio degli investimenti attraverso il debito europeo: una scelta decisiva per evitare che l’Europa diventi marginale nello scenario globale. Il Governo è allo sbando sulla politica estera. Sugli aiuti all’Ucraina sono stati costretti a ricorrere al voto di fiducia per nascondere le loro divisioni. Meloni sbandiera stabilità ma nel Paese è sempre più in difficoltà.