"Sulla riforma della giustizia, la destra martella sempre sugli stessi slogan. La separazione delle carriere viene presentata come necessaria per garantire l'imparzialità dei giudici. I PM influenzerebbero i giudici per una presunta 'amicizia'. Il sorteggio, dicono, servirebbe a eliminare le correnti nel CSM… Ma quando si entra nel merito, queste argomentazioni reggono poco. Le carriere dei magistrati sono già oggi distinte nei fatti, anche grazie alla riforma Cartabia. Il sorteggio non rafforza l'indipendenza, la indebolisce. E un Pubblico ministero più forte, con un CSM separato, rischia di trasformarsi in un super-poliziotto. In altre parole, non si va verso un sistema più garantista, ma verso un modello sempre più inquisitorio". Lo scrive sui social Beatrice Lorenzin, vice presidente dei senatori Pd. "Questa riforma non interviene sui tempi dei processi. Non risolve i problemi della giustizia. Interviene sulla Costituzione altera l'equilibrio tra i poteri, la base della nostra democrazia. Lo ha confermato lo stesso Nordio, durante la conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri: il loro obiettivo è il controllo della magistratura. Parole gravi, che però chiariscono il vero senso di questa riforma. Rendere la giustizia più debole e, di conseguenza, mettere a rischio le garanzie di tutte e tutti noi", aggiunge Lorenzin.