Lo scorso lunedì ho incontrato rappresentati degli studenti, dei docenti, dei genitori ed il Dirigente scolastico del Liceo Classico
#Manara.
Il liceo, ormai da qualche anno ha un serio problema di spazi che rischierebbe di incidere significativamente sul diritto allo studio di ragazze e ragazzi se non venisse risolto definitivamente.
Ho trovato in quel gruppo di persone una forza straordinaria, una dedizione, un’etica nel difendere la possibilità per tutti di frequentare quel liceo.
C’è un dato che dovrebbe far riflettere soprattutto chi ha responsabilità di governo: mentre in molte scuole superiori le iscrizioni diminuiscono, il Liceo Classico Manara, che si trova in municipio Roma XII, continua ad attrarre studenti, anno dopo anno.
Non è casualità. È una scelta consapevole di ragazze e ragazzi che credono nello studio come strumento di libertà, non solo come strumento per accedere al mondo del lavoro.
I numeri, del resto, parlano chiaro: nell’anno scolastico 2025/2026 le iscrizioni sono state 184, con 7 classi di IV ginnasio; nell’anno scolastico 2024/2025 erano state addirittura 210, con 8 classi di IV ginnasio.
Il Manara cresce. Cresce nelle richieste, cresce nell’offerta culturale, cresce anche nel bisogno di spazi adeguati. Eppure, da anni, questo liceo è costretto a vivere di soluzioni di fortuna, adattamenti temporanei, risposte tampone.
Sono convinta che dobbiamo saper leggere bene quello accade: in un momento storico in cui tanti percorsi scolastici rischiano di venire considerati sorpassati, vecchi, non al
passo con i tempi, si afferma forte in questa esperienza liceale, l’idea che la cultura classica sia un valore, che lo studio non allontani dal lavoro ma lo renda più solido, più consapevole, più libero. Di fronte a questo, noi abbiamo il dovere di incentivare i ragazzi, non di scoraggiarli. Abbiamo un obbligo politico e morale: garantire un posto a chi vuole studiare.
E le risorse, è bene dirlo con chiarezza, ci sono. Da mesi sappiamo che la Regione deve a Città Metropolitana circa 65 milioni di euro per la messa in sicurezza degli istituti scolastici. Se quei fondi venissero finalmente saldati, la Città Metropolitana di Roma avrebbe risorse libere per garantire spazi a scuole come il Manara, più o meno stabilmente.
Per questo, in occasione del bilancio regionale del 26–28, ho presentato un emendamento per mettere temporaneamente a disposizione spazi scolastici già individuati, garantire l’avvio dell’anno scolastico già da settembre, con un finanziamento di 500 mila euro. Un emendamento che la Regione non ha nemmeno voluto discutere.
Nel consiglio di oggi riproporrò questo impegno. Con determinazione. Con rispetto per i ragazzi, per le famiglie, per una scuola che funziona e che chiede solo di poter continuare a farlo. Perché chi vuole studiare non può restare fuori. E perché il Manara non è un problema da gestire, ma un patrimonio da difendere.