"Il disegno di legge del Governo sui caregiver riconosce il lavoro di cura solo per una manciata di persone. L'esecutivo prevede un contributo fino a 1.200 euro a trimestre, ma lo limita a una platea ristrettissima. I requisiti, convivenza, oltre 91 ore settimanali di assistenza, reddito sotto i 3.000 euro annui e ISEE inferiore a 15.000 euro, escludono di fatto la maggior parte dei caregiver reali, riservando l'aiuto solo a chi è già fuori dal lavoro e in condizioni di povertà". Lo afferma Beatrice Lorenzin, vice presidente dei senatori Pd. "L'uso dell'ISEE penalizza soprattutto le donne che assistono familiari non autosufficienti sacrificando reddito e carriera, ma che possiedono una casa o piccoli risparmi. Il messaggio è chiaro e preoccupante: per essere riconosciuti come caregiver bisogna rinunciare al lavoro - prosegue la senatrice dem - Una figura centrale del welfare viene così ridotta a misura assistenziale per pochi, invece di essere tutelata con diritti universali. Serve una riforma vera del lavoro di cura e questo ddl, così com'è, non lo è", conclude Lorenzin.