"Se è vero che oltre 1100 Comuni non saranno più qualificati come montani, questi stessi sono i Comuni che sinora impropriamente hanno fruito dei vantaggi previsti per
la Montagna, sottraendo risorse alle zone realmente montane che sono le uniche legittimate a protestare sul come siano state gestite le risorse della montagna da 73 anni fa ad oggi”.
Questo ha dichiarato il Ministro leghista Roberto Calderoli stamani alla Camera: senza l’interrogazione dei deputati del Pd, in particolare
Marco Sarracino che ringrazio, non ci sarebbe stata questa assunzione di responsabilità.

In Parlamento, oggi, Calderoli ha sostanzialmente offeso 1100 Comuni italiani che “hanno impropriamente fruito” di benefici per “73 anni”: benefici che gli spettavano non per capriccio ma per legge dello Stato!
Da questa rappresentazione, poi, pare che questi comuni abbiano beneficiato di una miniera d’oro in questi 70 anni: basta chiedere agli amministratori e ai cittadini della montagna per capire se così è stato. Dove vive il Ministro?
Calderoli rivendica dunque il suo attacco alla montagna, in gran parte appenninica.
Sono affermazioni veramente gravi e offensive per questi Comuni e per i cittadini che li abitano, che avrebbero così fruito “indebitamente” di benefici per più di 70 anni, secondo il Ministro.
Si è fatta almeno chiarezza: il Governo punta a dividere la montagna italiana in serie A e serie B, innescando una dinamica di conflitto tra Comuni che hanno condizioni oggettive di fragilità. I romani avrebbero detto “divide et impera” ovvero “dividi e comanda”.
C’è anche un altro aspetto nella risposta di Calderoli che preoccupa, ma su questo ritornerò.