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Lombardia, Santagostino: insieme si puo'

09 Febbraio 2023

Mi candido al Consiglio Regionale, nella lista del Partito Democratico a sostegno di Pierfrancesco Majorino.

E' una decisione maturata nel tempo e dopo molti confronti con chi ho avuto accanto nella vita personale e professionale di questi anni.

Ho imparato molto e vorrei che l'insegnamento ricevuto, soprattutto dalla mia città di Settimo Milanese e dall'esperienza in ATS Milano, possa diventare patrimonio pubblico per molti altri.

Ho imparato a guardare ogni singolo aspetto stando vicino alle cose, accanto alle persone, dentro i problemi.

Dobbiamo lavorare per ciò che può e deve essere migliorato a partire dal territorio, dalle cittadine e dai cittadini, nel rispetto reciproco e nella ricerca della soluzione migliore per ogni difficoltà.

Come sempre, sappiamo che insieme si può!

Intervista di Deltaecopolis a Sara Santagostino

 

….

Abbiamo parlato, anche in questo spazio di confronto, del tema dei tempi di attesa. Qualcuno potrebbe sostenere: facile criticare dall’opposizione, ma poi dove troverete le risorse per dare soluzione ai problemi?

Lasciatemi quindi riflettere oggi su quale sistema sanitario vorrei per la nostra regione, partendo da un dato di realtà: per soddisfare i bisogni sanitari e sociosanitari abbiamo a disposizione più o meno 20 miliardi di euro all’anno. Sembra una cifra spropositata (40.000 miliardi di vecchie lire…) ma corrisponde a circa 2.000 euro pro-capite, una cifra molto inferiore a quella disponibile in tanti paesi europei

Risorse con cui far fronte a bisogni sempre crescenti (invecchiamo!) e che si allargano sempre più: un tempo il sistema sanitario aveva il compito di curare le malattie. Oggi sempre oltre a curare le patologie serve ad assistere le persone. Sempre più un paziente anziano cronico è anche fragile, ha problemi di autonomia, richiede assistenza al proprio domicilio fino a quando può restare al domicilio. Sempre più le famiglie devono, con fatica, trovare le risorse per far crescere figli ancora non autonomi e per assistere genitori o nonni non più autonomi.

In questo contesto non è più possibile pensare che un sistema sanitario pubblico, da solo, possa risolvere tutti problemi e dare tutto a tutti. Occorre invece avere il coraggio di dare quello che davvero serve a chi ne ha bisogno, cercando in tutta la comunità le risorse per poter ‘mettere insieme’ tutti i pezzi.

Per questo va sviluppato un nuovo modello di assistenza, che nasca dai territori, che sia capace di ricomporre gli interventi sulla persona, che sappia mettere in rete associazioni, volontari, operatori sanitari, che finalmente consideri la casa come il primo luogo di cura, grazie anche a quanto oggi è possibile con gli strumenti tecnologici.

Questa possibilità è stata tracciata dal governo precedente e trova nelle Case e negli Ospedali di Comunità una sua possibile applicazione. Tutta da costruire, se si continua a considerare la sanità come un bene collettivo e non un prodotto o servizio che può comprare chi ha le risorse.

Se non si ha paura di disturbare chi su questa visione costruisce imperi finanziari.

Noi non abbiamo paura ed è per questo che chiedo il vostro sostegno: Il 12 e 13 febbraio vota PARTITO DEMOCRATICO scrivi SANTAGOSTINO

 

𝐈𝐥 𝟏𝟐 𝐞 𝐢𝐥 𝟏𝟑 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 si avvicinano e il vento del cambiamento soffia più forte.

𝐓𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐠𝐧𝐚𝐫𝐭𝐢 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐢𝐧 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐋𝐨𝐦𝐛𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚:

Una Regione al fianco dei più fragili, che incentivi il terzo settore e il mondo del volontariato.

Una Regione che investa sulla sanità pubblica, sulle case di comunità e riduca le liste d’attesa.

Una Regione che promuova il lavoro sicuro e sensibilizzi le imprese sul welfare aziendale.

Una Regione vicina ai genitori con investimenti sugli asili nido e sulle strutture educative attrezzate per l’accoglienza dei bambini.

Una Regione promotrice del diritto delle donne alla parità di contribuzione e pronta a tutelarle e proteggerle se vittime di violenza di genere.

Cambiare si può: 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐩𝐩𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐫𝐨𝐜𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐏𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐃𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐒𝐚𝐫𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐚𝐠𝐨𝐬𝐭𝐢𝐧𝐨. Video spot

Il lavoro è contrasto alla povertà, è parità di genere, è investimento sulle giovani generazioni, è inclusione sociale.

Il cambiamento è garantire un lavoro sicuro, promuovendo delle premialità per le imprese che si impegnano a mettere la sicurezza al centro dei loro investimenti.

Il cambiamento lo si ottiene quando si assicura la formazione per i dipendenti che altrimenti sarebbero fuori dal mercato del lavoro, perché non attrezzati nel gestire processi industriali digitalizzati e innovativi.

Il cambiamento lo ritroviamo nell’equa retribuzione: una donna ha il diritto di essere pagata quanto un uomo. Se non si afferma questo principio, la parità di genere resta solo una buona intenzione!

I genitori devono poter lasciare i propri figli negli asili nido senza aggravi di spesa e la Regione deve investire su una rete di assistenza che consenta alle mamme e i papà di poter lavorare senza che uno dei due, quasi sempre la donna, rinunci a crescere professionalmente e allo stipendio.

Dobbiamo accompagnare i giovani nel mondo del lavoro attraverso il potenziamento dell’apprendistato e, soprattutto, puntando su investimenti che permettano alle migliori competenze uscite dalle nostre università di realizzarsi in Lombardia.

Il cambiamento è adesso e il 12 e il 13 febbraio possiamo realizzarlo, insieme!

 

Se vogliamo cambiare la Lombardia dobbiamo partire dal sostegno alla genitorialità.

E sostegno alla genitorialità significa più asili nido, più investimenti per garantire una parità di genere declinata come parità di trattamento economico, garanzia di una genitorialità realmente condivisa, impegno delle istituzioni nel supportare genitori single, più momenti di condivisione degli spazi e delle strutture per creare Comunità.

È La genitorialità l' elemento essenziale per la generatività: il futuro lo si costruisce partendo proprio da una società aperta, inclusiva, pronta ad accogliere le nuove generazioni e attenta alla loro crescita.

 

L’agricoltura deve restare uno dei settori trainanti dell’economia lombarda.

E i nostri prodotti agricoli devono essere ammessi alle mense collettive.

La qualità è un valore da sostenere e incentivare, se si vuole davvero cambiare!

Il diritto alla salute deve essere garantito, ma in Lombardia questo diritto si diluisce nelle liste d’attesa.

La Regione deve sedersi al tavolo con la sanità privata e lavorare ad una programmazione capace di rispondere ai bisogni dei cittadini.

Ogni persona ha diritto a curarsi, ad aver accesso agli esami in tempi brevi e con la migliore qualità nella diagnostica.

Si può fare, perché il cambiamento parte proprio dalla rivendicazione dei diritti!

La politica è relazioni umane, incontro di idee, predisposizione all’ascolto, visione del futuro.

E quando una tua proposta migliora la vita delle persone, un tuo progetto porta il sorriso tra la gente, una tua azione aiuta chi è in difficoltà, si accende una speranza.

Ed è nella speranza di una società più inclusiva, equa e solidale che la politica trova la sua ragione d’essere!

 

La Lombardia deve puntare ad una crescita sostenibile, ad una mobilità efficiente e poco invasiva, ad una concezione dell’urbanistica aperta alla socialità e all’incontro. Noi vogliamo una Lombardia che abbia una visione: lo sviluppo delle transizioni gemelle, quella ecologica e quella digitale.

Solo così potremo restituire ai nostri giovani una Regione vivibile e non più inquinata, attrattiva, accogliente, che coniughi la bellezza dei suoi territori con al capacità di interconnetterli tra loro.

Noi vogliamo il cambiamento, perché solo cambiando possiamo vincere le sfide che questa Regione dovrà affrontare nei prossimi anni. 

Possiamo avere una Regione che valorizzi e tuteli il terzo settore e il mondo del volontariato.

Co-progettiamo insieme il futuro del nostro territorio, insieme possiamo farlo, insieme possiamo cambiare! Video dell'intervento

Con tanti amici e colleghi avvicineremo i cittadini alle istituzioni, dialogheremo con loro, abbatteremo il muro della disaffezione alla politica che si è frapposto tra la gente e i loro rappresentanti.

Perché riusciremo a fare questo?

Perché abbiamo costruito una lista di amministratori locali, di donne e di uomini che ogni mattina guardano le persone negli occhi e non possono sfuggire alle loro responsabilità nascondendosi dentro qualche palazzo.

Cambiamento vuol dire anche e soprattutto questo!

Possiamo creare un sistema, una struttura, un mondo che sia capace di sostenere sia le persone con disabilità, sia coloro che se ne prendono cura, dai familiari, ai tutori, agli operatori.

Mettiamo insieme il terzo settore e le associazioni e facciamo in modo che a ciascuno venga riconosciuto il proprio ruolo.

Dobbiamo avviare un percorso chiaro, certo e dobbiamo avviarlo insieme.

Una Lombardia solidale e vicina alle fragilità: questo è il cambiamento che vogliamo!

Video del commento

...

Cambiare non è solo un verbo, ma è anche la visione di una società solidale, vicina ai cittadini, pronta a rispondere alle esigenze delle persone.

Cambiare significa affrontare la drammatica questione del caro affitti, andando incontro a chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese.

Cambiare significa rendere più sostenibili energeticamente le abitazioni, perseguendo con tenacia l’idea di una Regione propositiva sulle tematiche ambientali.

Cambiare significa immaginare degli spazi pubblici accoglienti, sicuri, aperti e dei quartieri che respirano e diventano un punto di riferimento per tutti.

Dobbiamo rammendare un tessuto sociale che in questi anni si è logorato, sfilacciato, rintanato in ambienti sempre più angusti.

Il mondo della cooperazione è innovazione, inclusione, fulcro del cambiamento, come già evidenziato questa mattina insieme a Pierfrancesco Majorino, Alessandro Maggioni e Vincenzo Barbieri.

Cambiare si può, cambiare insieme è una sfida entusiasmante!

Intervista di Deltaecopolis a Sara Santagostino


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