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Mirabelli: Migliorare la qualita' delle carceri e incentivare le misure alternative

24 Marzo 2022

Intervento a Radio Radicale

Intervento del sen. Franco Mirabelli, Vicepresidente del Gruppo PD al Senato e Capogruppo in Commissione Giustizia del Senato, a Radio Radicale.

Per il governo delle carceri e del sistema carcerario credo che Renoldi possa rappresentare una discontinuità e un’attenzione molto forte ai valori della Costituzione e, quindi, mettere al centro i temi della rieducazione e della riabilitazione, mentre la Ministra Cartabia ha il compito di concretizzare ciò che ha iniziato a produrre con la riforma del processo penale, che prevede un uso delle pene alternative e della messa in prova. Questo dà un segnale chiaro del fatto che il carcere deve essere l’estrema ratio e non l’unica forma in cui si può espiare la pena.
Credo che ci siano le condizioni di cambiare davvero, mettendo insieme una gestione saggia del DAP e il lavoro impostato dalla Ministra Cartabia.
Bisogna sapere che migliorare la vita e la qualità del carcere significa migliorare le condizioni di vita per tutti coloro che vivono e lavorano all’interno del carcere.
Le polemiche che sono state fatte nei giorni scorsi e con cui si tende a contrapporre l’interesse della polizia penitenziaria a quello dei detenuti sono strumentali e sbagliate.
Serve uno sforzo comune per migliorare la qualità del carcere per tutti (per chi ci lavora e per chi ci vive). Sicuramente questo è anche una garanzia per i cittadini.
Anche le ultime vicende della pandemia e delle misure che abbiamo messo in campo, come ad esempio quella di anticipare la scarcerazione concedendo gli arresti domiciliari o della messa alla prova, consentono di avere meno recidività.
Questo vuol dire che il carcere generatore di violenza deve lasciar posto a un carcere in cui si lavora, si studia e in cui c’è una socialità vera. Tutte le esperienze fatte dicono che questo riduce la recidività e rende la società più sicura.

Per ridurre il sovraffollamento delle carceri, abbiamo presentato un emendamento all’ultimo decreto per chiedere un aumento dei giorni di sconto di pena per buona condotta e, quindi, la liberazione anticipata. L’emendamento non è stato approvato anche se la Ministra aveva detto di condividerlo; lo abbiamo anche riproposto più volte nel periodo della pandemia.
Penso, infatti, che bisogna prendere atto del fatto che chi ha vissuto in carcere il periodo della pandemia non ha potuto lavorare o studiare, non ha potuto incontrare i parenti. Questo disagio credo che vada ripagato e per questo insistiamo a chiedere l’aumento dello sconto di pena da 45 giorni a 65, almeno per il periodo della pandemia.
Inoltre, alla Camera dei Deputati è stato approvato un nostro emendamento che prolunga le misure assunte per il covid fino al dicembre 2022, cioè la possibilità per chi deve scontare ancora una pena entro i 18 mesi di poterlo fare stando agli arresti domiciliari; per chi ha un lavoro esterno e la messa in prova di non rientrare in carcere.
Sono misure parziali ma che vanno nella direzione giusta.

Sicuramente riproporremo il nostro emendamento nel primo provvedimento utile contente misure per la giustizia, forti del fatto che la Ministra, nell’ultima audizione in Commissione Giustizia al Senato, si è detta d’accordo nel riconoscere lo sconto di pena ai detenuti che hanno vissuto in carcere nel periodo della pandemia.
So che c’è anche una proposta generale per ridurre la popolazione carceraria ma sarebbe già un risultato importante agire su questo.
Inoltre, serve creare le condizioni affinché ciò che è scritto nella riforma del processo penale, cioè l’implementazione e l’incentivazione delle misure alternative e della messa alla prova, lo scontare le pene fuori dal carcere. Si devono, quindi, fare al più presto le assunzioni degli assistenti sociali che devono svolgere un ruolo esterno al carcere e bisogna fare in modo che non serva una formazione troppo lunga per attivare questo lavoro.
Abbiamo prorogato le misure prese in pandemia fino al 31 dicembre 2022. Bisogna incentivare interpretazioni corrette delle norme e l’assunzione di assistenti sociali per il trattamento esterno, che sono già previste. Gli assistenti sociali che sono stati assunti recentemente è importante che entrino subito in attività e, inoltre, va riconosciuto uno status e va valorizzato il compito che svolge chi si occupa del trattamento interno e esterno al carcere.

Audio di Radio Radicale (da minuto 24.35 a 37.29)» 


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