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Ucraina: Sereni, Fase storica segnata dal ritorno della politica di potenza

17 Marzo 2022

"E' impossibile" iniziare oggi un discorso di politica estera senza parlare di Ucraina. "L'aggressione russa ad un Paese europeo, libero e sovrano, è la conferma che ci troviamo in una fase storica segnata dal prepotente ritorno della politica di potenza, e da una crescente competizione internazionale". A dirlo è il vice ministro degli Esteri Marina Sereni, intervenuta oggi alla presentazione del rapporto annuale dell'Istituto sulla politica estera italiana. Sottolineando quanto "il dialogo con Stati autoritari non sia mai stato così necessario e al contempo così difficile. Decidere come coltivare questo dialogo, sciogliendo il dilemma tra fermezza e apertura, è una delle principali sfide politiche che abbiamo oggi sul tavolo".
"Le decisioni di politica estera - ha rimarcato Sereni – si ripercuotono direttamente sulla vita dei cittadini. È un fatto che sperimentiamo ormai da tempo. La pandemia ne è stata (ed è tutt'ora) un altro esempio. Le decisioni europee che hanno portato al lancio del Next Generation Eu, il coordinamento sulle proposte nazionali dei Pnrr, o l'acquisto comune dei vaccini sono dimostrazioni concrete di come sia possibile governare l'interdipendenza globale, senza limitarsi a subirla". Per il 2022, ha spiegato la vice ministra, gli indirizzi di politica estera "rimarranno quelli che hanno contraddistinto l'anno appena trascorso. Mai come oggi, la cooperazione e l'unità con gli alleati occidentali risulta centrale per la difesa dei nostri interessi e dei nostri valori. All'interno di questa cornice, non faremo mancare il nostro sostegno alla Nato, penso ad esempio all'approvazione del nuovo concetto strategico, mentre confermeremo l'attenzione e l'attivismo che ci hanno contraddistinto all'interno dell'UE, in un'ottica di multi-bilateralismo inclusivo (che ha trovato nella firma del Trattato del Quirinale e nell'avvio di cooperazione più strette, penso al formato Pesco 4 - due ottimi esempi)."
La guerra in Ucraina ha intanto ricordato come "la riforma della gestione comunitaria dei flussi migratori non sia più rinviabile", ha proseguito Sereni. E "ha peraltro dimostrato il valore di politiche comunitarie come quelle di allargamento e di vicinato. Esse hanno il potenziale di rendere l'Ue un soggetto geopolitico".
"L'Italia – ha assicurato la vice ministra - continuerà a lavorare per favorire i processi di adesione in corso e la cooperazione nel vicinato, a partire dai Paesi del Mediterraneo, dove il nostro Paese manterrà il coinvolgimento anche a livello bilaterale".



Ue: Sereni, necessaria maggiore autonomia strategica, diventi soggetto geopolitico

"Ci stiamo avvicinando alla conclusione della Conferenza sul futuro dell’Europa, alla quale l’Italia ha contributo con entusiasmo sin dalle prime battute. Le conclusioni di questo grande esercizio di partecipazione democratica non potranno ignorare le necessità - sempre più evidenti - di costruire una maggiore autonomia strategica dell’Unione europea, sotto diversi punti vista, dalla difesa all’economia. Allo stesso tempo, l’esodo dei profughi ucraini ci ha ricordato come la riforma della gestione comunitaria dei flussi migratori non sia più rinviabile. Una crisi, ancora una volta, ci sta mostrando i limiti dell’attuale costruzione europea, e ci dà anche la forza per superare questi limiti". Così la vice ministra degli Esteri Marina Sereni alla presentazione del rapporto dell'Iai-Istituto sulla politica estera italiana. "La guerra ha peraltro dimostrato il valore di politiche comunitarie come quelle di allargamento e di vicinato - aggiunge -, che hanno il potenziale di rendere l’Ue un soggetto geopolitico, a condizione che vi sia il necessario investimento politico, economico e diplomatico. Senza questo investimento, sarà difficile raggiungere gli obiettivi che ci si pone, sia in Europa che nei Paesi coinvolti. È per questo che l’Italia continuerà a lavorare per favorire i processi di adesione in corso e la cooperazione nel vicinato, a partire dai Paesi del Mediterraneo, dove il nostro Paese manterrà il coinvolgimento anche a livello bilaterale".
"In ambito multilaterale, stiamo presiedendo il Consiglio ministeriale dell’OCSE e il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, in un momento di grave difficoltà e di scelte storiche per l’organizzazione - da ieri la bandiera russa non sventola più sui pennoni davanti all’edificio del Consiglio -, pare interrompersi un periodo di 26 anni di progressiva integrazione di tale Paese nel quadro dei valori e dei diritti riconosciuti e condivisi dagli altri Membri. Al contempo, all’interno del G20 e delle Nazioni Unite, ci dedicheremo, insieme a tutti i partner, a sviluppare i risultati raggiunti dalle nostre esperienze del 2021", aggiunge Sereni, "se gli indirizzi della nostra politica estera sono chiari, saranno evidentemente le singole decisioni a fare la differenza. In tal senso, dobbiamo avere chiari i principi e ai valori che porremo alla base delle nostre scelte. Siamo chiamati ad avere visione nel medio e lungo periodo, perché molte delle decisioni che prenderemo avranno un impatto diretto sulle prossime generazioni. Dovremo inoltre mostrare fermezza nella difesa dei nostri interessi, nei quali rientrano anche i nostri valori liberali e democratici, che non possiamo dare per scontati. E dobbiamo avere consapevolezza e responsabilità delle nostre scelte e promesse. In tale quadro l’Italia, nell’ambito dell’Ue e delle organizzazioni internazionali di cui è parte, sarà chiamata anche ad aumentare le risorse finalizzate a rafforzare la nostra presenza e il nostro ruolo internazionale. Non solo sul terreno della difesa ma anche su quelli - altrettanto essenziali - della diplomazia e della cooperazione internazionale allo sviluppo. In un mondo interdipendente non si è mai da soli, e questa è una condizione che può rivelarsi tanto vantaggiosa quanto avversa. A tutti noi il compito di impegnarci affinché siano i benefici a prevalere".




Sereni, cooperazione multilaterale risposta a ritorno guerra. Viceministra a presentazione rapporto Iai politica estera Italia Atlantismo ed europeismo in un'ottica di "cooperazione multi-bilaterale inclusiva"; questi i principi fondanti della politica estera italiana per il futuro, illustrati dalla viceministra degli Esteri Marina Sereni all'Istituto Affari Internazionali (Iai) dove e' stato presentato il Rapporto sulla Politica estera italiana per il 2021. "L'aggressione russa a un Paese europeo, libero e sovrano - ha detto -, e' la conferma che ci troviamo in una fase storica segnata dal prepotente ritorno della politica di potenza, e da una crescente competizione internazionale e sta inoltre mostrando "come sia molto piu' complicato affrontare l'interdipendenza economica, energetica quando il dialogo avviene con regimi non democratici" per i quali i valori su cui e' fondato l'ordine liberale "sembrano non valere". Per il 2022, ha proseguito, gli indirizzi della politica estera italiana "rimarranno quelli che hanno contraddistinto l'anno appena trascorso", perche' "mai come oggi, la cooperazione e l'unita' con gli alleati occidentali risulta centrale per la difesa dei nostri interessi e dei nostri valori. All'interno di questa cornice, non faremo mancare il nostro sostegno alla Nato - penso ad esempio all'approvazione del nuovo concetto strategico - e confermare l'attenzione e l'attivismo che ci hanno contraddistinto all'interno dell'Ue, in un'ottica di multi-bilateralismo inclusivo", ha detto Sereni. Sereni ha spiegato che le conclusioni della Conferenza sul Futuro dell'Europa evidenziano la necessita' "di costruire una maggiore autonomia strategica dell'Unione, sotto diversi punti vista, dalla difesa all'economia". "La guerra - ha proseguito Sereni - ha peraltro dimostrato il valore di politiche comunitarie come quelle di allargamento e di vicinato, che hanno il potenziale di rendere l'Ue un soggetto geopolitico, a patto che vi sia il necessario investimento politico, economico e diplomatico". Allo stesso tempo, "l'esodo dei profughi ucraini ci ha ricordato come la riforma della gestione comunitaria dei flussi migratori non sia piu' rinviabile" e ha mostrato i "limiti della costruzione europea". L'Italia, ha concluso, "sara' chiamata anche ad aumentare le risorse finalizzate a rafforzare la nostra presenza e il nostro ruolo internazionale. Non solo sul terreno della difesa ma anche su quelli - altrettanto essenziali - della diplomazia e della cooperazione internazionale allo sviluppo". 

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