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Fassino: L'Ue parli con una voce unica - Intervista de Il Tempo

17 Febbraio 2022

Il Presidente della Commissione Esteri della Camera analizza gli ultimi eventi e indica la strada da seguire.

"Tutta la pressione esercitata in questi giorni ha già ottenuto un primo risultato e cioè quello di sconsigliare le autorità russe dal compire un atto di forza nei confronti dell'Ucraina. Adesso bisogna continuare a premere nella direzione di una de-escalation il cui primo passo spetta alla Russia, riducendo la presenza di truppe lungo i confini con l'Ucraina perché sono i russi che hanno schierato oltre 100mila soldati sul confine. Kiev non ha compiuto nessun atto offensivo nei confronti di Mosca". Così, in una intervista a Il Tempo, Piero Fassino, presidente della Commissione Esteri della Camera che ieri ha incontrato gli omologhi baltici per discutere della crisi. "In queste ore, si è prodotto un atto politico in Russia che è gravido di rischi: la risoluzione della Duma che chiede a Putin di riconoscere l'autoproclamata separatista Repubblica del Donbass - evidenzia -. Se ciò avvenisse avremmo di nuovo un'acutizzazione della crisi, perché significherebbe mettere in discussione l'integrità dell'Ucraina e la sua sovranità. Confermerebbe che la Russia punta alla ricostruzione di un'area di influenza su tutti i territori dell'ex Unione Sovietica, riproponendo una sovranità limitata sui paesi vicini, cosa che non può essere accettata". Evidenzia quindi che "l'Italia ha giocato e continua a giocare un ruolo. Draghi questa mattina (ieri, ndr) ha avuto una lunga conversazione telefonica con Zelensky. Di Maio è a Kiev e Mosca, e ieri sera (martedì, ndr) c'è stata una riunione del formato a 4 con Draghi, Sanchez, Macron e Scholz. Quindi siamo parte integrante dell'iniziativa europea. Piuttosto c'è un'altra questione che andrebbe in qualche modo notata", "la voce dell'UE si è sentita poco. L'Unione non si è manifestata con una visibilità adeguata alla crisi che abbiamo davanti. Serve una politica estera e di sicurezza comune, visibile e che dia peso e forza all'Europa. È certo importante che Macron, Scholz, Draghi e Sanchez abbiano parlato la stessa 'lingua', ma è altrettanto necessario che l'Ue parli in quanto tale. Questa debolezza, sia chiaro, non è imputabile a Bruxelles: sono gli Stati nazionali che tendono ad essere gelosi delle loro prerogative e preferiscono muoversi ognuno con i propri rappresentanti piuttosto che riconoscere all'Unione europea di parlare a nome di tutti".

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Videointervista di Radio Radicale»




Ucraina-Russia: Fassino, Italia puo' avere un ruolo per favorire un vertice volto alla distensione
La richiesta all'Italia del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di favorire un vertice russo-ucraino e l'annunciato incontro tra il presidente del Consiglio Mario Draghi ed il presidente Vladimir Putin possono essere passaggi preziosi per realizzare una de-escalation e aprire la strada ad una soluzione condivisa della crisi. Lo ha dichiarato il presidente della commissione Esteri della Camera dei deputati, Piero Fassino, scrivendo su Twitter. "La fitta agenda di incontri che, a tutti i livelli, siano essi parlamentari o governativi, stanno coinvolgendo l'Italia in queste settimane rappresentano un riconoscimento della lunga e consolidata tradizione diplomatica dell'Italia nel segno del confronto e del dialogo", ha osservato Fassino.


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