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Cooperazione: Sereni, affrontare sfide debito e sicurezza alimentare

10 Gennaio 2022




"Con la sua Presidenza del G20 e co-presidenza della COP26, l'Italia ha avuto un ruolo di primo piano nello scacchiere multilaterale per costruire il consenso necessario a trovare soluzioni condivise, efficaci, durature e giuste alle sfide economico-sanitarie". Lo scrive la Vice Ministra degli Esteri e della Cooperazione Internazionale Marina Sereni in un articolo intitolato 'Sviluppo e sostenibilità: una politica estera rinnovata per l'Italia', pubblicato sul Grand Continent, rivista di geopolitica francese pubblicata anche in italiano, tedesco, spagnolo e polacco.Una delle principali sfide da affrontare nel contesto attuale, scrive Sereni, è "il numero di persone colpite dalla fame, in aumento dal 2014, con un totale di denutriti che potrebbe superare gli 850 milioni entro il 2030. La pandemia potrebbe aggiungere più di 100 milioni di persone a questa cifra". Per questo "a Matera abbiamo approvato una Dichiarazione su sicurezza alimentare, nutrizione e sistemi alimentari", che "contiene anche l'invito ad aderire alla Food Coalition, iniziativa promossa dall'Italia, in ambito FAO, per contrastare le ripercussioni che la pandemia sta avendo sulla sicurezza alimentare globale. Con il supporto del G20 e dei suoi partner, la Food Coalition potrebbe effettivamente diventare un'alleanza globale per azioni coordinate per la sicurezza alimentare".
Le crisi, secondo la Vice Ministra, hanno "aggravato il problema del finanziamento dello sviluppo". Di fronte infatti alla necessità di sostenere maggiori spese, "i Paesi in via di sviluppo hanno visto ridursi le proprie risorse interne e quelle legate ad esportazioni, investimenti esteri, rimesse dei migranti e aiuti allo sviluppo. Il risultato è stato un aumento del debito e un rischio di possibile insolvenza". Di fronte a questo pericolo, spiega Sereni, "il G20 si è adoperato per assicurare sufficiente liquidità ai Paesi più vulnerabili. La proroga della Debt Service Suspension Initiative fino alla fine del 2021 è una decisione positiva anche se purtroppo non sufficiente", perché "dilazionare il pagamento degli interessi sul debito non è abbastanza", in quanto per i Paesi in via di sviluppo serve, per la vice Ministra, "un approccio sistemico alla questione dell'indebitamento". Vanno considerate "strategie di finanziamento nazionali che consentano ai governi dei Paesi in via di sviluppo di massimizzare le sinergie tra le risorse nazionali e internazionali per poterle impiegare nella maniera più efficiente", mentre "una rinnovata cooperazione multilaterale si mostra sempre più necessaria".


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