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Le News dal Parlamento di Franco Mirabelli: Legge di Bilancio, risorse per l'area di Milano, giustizia, cultura, PD

08 Gennaio 2022

NewsletterFranco Mirabelli


Cari,

ecco alcuni degli interventi e interviste delle ultime settimane sui temi affrontati in Senato, a partire dalla Legge di Bilancio, che contiene anche norme a favore del territorio di Milano e della sua area metropolirana, sul lavoro su alcune proposte di legge riguardanti la giustizia e il contrasto all'usura, sulle vicende del Partito Democratico:

Risorse per il sostegno ai lavoratori, ristrutturazioni edilizie, trasporto pubblico, cultura e Milano

Articolo pubblicato su Zona Nove.

La legge finanziaria è stata approvata definitivamente alla Camera dei Deputati lo scorso 30 dicembre. I notiziari e le cronache si sono spesso soffermate sulle difficoltà politiche e le diverse posizioni tra maggioranza e opposizione, meno sui contenuti di una legge fondamentale che include tante norme che intervengono direttamente sulla vita di ognuno di noi e sull’economia del Paese.
Dagli 8 miliardi di taglio delle tasse di cui 7 ai lavoratori dipendenti, alle norme che estendono la cassa integrazione e gli altri ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori anche delle piccole aziende a agli autonomi, ai significativi stanziamenti per la sanità, fino alla proroga dei bonus energetici. Ma la Legge di Bilancio avrà effetti positivi anche sui nostri territori e su questo mi sembra utile segnalare alcune scelte importanti su cui abbiamo lavorato.
Innanzitutto, a proposito del superbonus del 110% per le ristrutturazioni edilizie legato all’efficientamento energetico degli edifici e agli interventi per migliorarne la sicurezza, è importante ricordare, su un giornale che nasce in una zona ricca di quartieri di cooperative a proprietà indivisa, che, così come per l’edilizia residenziale pubblica, il termine per l’utilizzo di questa opportunità è stato prorogato al dicembre del 2023. Quindi, due anni in più per le nostre cooperative per usufruirne migliorando la qualità del costruito e riducendo l’inquinamento e i costi del riscaldamento grazie all’utilizzo delle fonti rinnovabili.

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Una manovra importante che sostiene la ripresa, aiuta i lavoratori e interviene per ridurre le diseguaglianze

Intervento in Senato durante la discussione della Legge di Bilancio (video).

Ringrazio i membri della Commissione Bilancio, i Relatori e il Presidente, che hanno lavorato a questa difficile costruzione della Legge di Bilancio.
Voglio partire anch'io, come hanno fatto la senatrice Castellone e il senatore Candiani, da un punto: è evidente che anche l'iter di questa Legge di Bilancio conferma che non può funzionare così; non c'è solo un tema che riguarda il monocameralismo di fatto; non c'è solo un tema che riguarda l'emergenza costante con cui lavoriamo.
È evidente però che, se vogliamo evitare, come dice il senatore Candiani, il continuo incrocio tra ciò che dovrebbe fare la Legge di Bilancio, cioè definire i grandi asset, i grandi assetti, gli investimenti e un'idea di futuro del Paese, dobbiamo trovare il modo di evitare che questo procedimento vada insieme a un procedimento assolutamente legittimo, in cui i territori e i parlamentari cercano di portare avanti istanze o territoriali o di parte.
C'è, quindi, un tema.
Io non sono per il rimpallare le responsabilità tra Governo e Parlamento; sono però tra coloro che credono che ci dobbiamo porre un problema che ormai si pone tutti gli anni, da diversi anni, e dobbiamo farlo prima, per capire come si può impostare in maniera diversa la discussione e il lavoro sulla Legge di Bilancio.

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Risorse per il prolungamento delle metropolitane milanesi

È stato approvato un mio Ordine del Giorno alla Legge di Bilancio che prevede che la progettazione del prolungamento della M3 nella direttrice Paullese sia tra gli interventi (insieme ai prolungamenti della M1, M2 e M4) che concorreranno all’assegnazione delle risorse presenti in Finanziaria destinate a promuovere la sostenibilità della mobilità urbana, anche mediante l’estensione della rete metropolitana a Milano.
L’Ordine del Giorno approvato, infatti, “impegna il Governo a prevedere esplicitamente, nel decreto del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibile, da emanare entro il 28 febbraio 2022, che gli interventi finalizzati al prolungamento e all'estensione della rete metropolitana nella città di Milano riguardino tutte le linee metropolitane della città, ivi inclusa la linea M3 nella direttrice Paullese”.
L'estensione della direttrice M3 della rete metropolitana, in particolare, è un'opera di fondamentale importanza per garantire la sostenibilità della mobilità urbana sia nel capoluogo che nei comuni limitrofi.
Un prolungamento molto atteso dai cittadini, che permetterà di ridurre il numero delle auto che ogni giorno entrano in città da quel quadrante, diventando un’alternativa concorrenziale al trasporto su gomma.
Un’altra decisione importante è prevista in Finanziaria: lo stanziamento di risorse per l’acquisto di nuovo materiale rotabile che permetterà al Comune di Milano di integrare i mezzi sui percorsi di nuova attivazione.

Testo dell'Ordine del Giorno:

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1 milione di euro per MiTo a Milano

Stanotte in Commissione Bilancio del Senato è stato approvato il mio emendamento alla manovra che stanzia 1 milione di euro per il finanziamento di “MiTo, i concerti di settembre in musica".

Articolo pubblicato da Il Giorno sull'emendamento approvato»

 

 

La richiesta del congresso è incomprensibile

Intervista di INews24.

Senatore, normalmente una dichiarazione che esprime la volontà di un ritorno a casa da parte dei fuoriusciti rappresenta un fatto positivo, eppure le parole di D’Alema hanno acceso un duro confronto nel Pd, per quale motivo?
“Perché credo che D’Alema abbia fatto una dichiarazione che di certo non aiuta un processo di riavvicinamento che tra l’altro era già in atto, come d’altronde dimostra l’attenzione da parte di Articolo1 al processo della Agorà. Si tratta di una dichiarazione che sostanzialmente dice che “adesso si può rientrare perché aveva ragione chi era uscito”, e francamente non mi sembrano parole che vadano esattamente nella direzione di un percorso condiviso. Detto ciò, è una dichiarazione di D’Alema, quindi non gli darei un’importanza così cruciale e non credo nemmeno che possa rallentare un processo che è già in atto, nel rispetto reciproco e nel confronto sui programmi, i progetti e le proposte”.
Trattandosi di D’Alema, secondo lei si è trattato solo di uno scivolone oppure voleva essere un messaggio al Segretario e alla classe dirigente Dem.?
“Va bene tutto, ma non mi chieda di interpretare D’Alema. Personalmente penso che sia sbagliato approcciare così al tema della ricostruzione del campo largo e dell’allargamento del Pd. Noi siamo la casa dei riformisti, lo siamo da quando siamo nati e ci fa piacere se altre culture e altre idee vengono ad ingrossare le nostre fila, però francamente credo anche che sia giusto farlo dimostrando rispetto per le cose che abbiamo fatto in questi anni”.

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Una Giustizia più rapida, più giusta e più equa

Intervista di Radio Immagina (audio - video).

Il Presidente del Consiglio è giustamente orgoglioso delle cose fatte e le ha rivendicate, in particolare rispetto al PNRR e al completamento delle riforme e degli adempimenti che l’Europa aveva chiesto, condizionando quegli adempimenti alla possibilità di avere accesso alle risorse. Allo stesso tempo, il Presidente è consapevole che abbiamo bisogno ancora di una fase lunga di stabilità al Governo, perché il lavoro non è finito. Ora, infatti, bisogna che quei soldi vengano spesi e vengano spesi nei tempi giusti e bene, così leggo la risposta sulle necessità che si completi la Legislatura; in più c’è il tema della trattativa in Europa per riformare il patto di stabilità.
Mi pare, inoltre, un Presidente giustamente e responsabilmente preoccupato per l’evoluzione della pandemia.

Credo che si farà tutto quello che si deve fare appoggiandosi ai dati scientifici e al parere del CTS, come si è sempre fatto.
Il primo punto su cui Draghi ha insistito all’inizio della Conferenza Stampa resta la possibilità di intraprendere qualunque iniziativa per aumentare le vaccinazioni o il numero dei vaccinati e le terze dosi.
Mi pare che questo ci stia consentendo di affrontare una recrudescenza importante della pandemia, per ora senza avere quelle difficoltà che il sistema sanitario ha avuto in passato, grazie appunto alle vaccinazioni. Questo, però, non è sufficiente: guardandoci in giro, anche in Europa, mi pare che ci sia bisogno di evitare quegli scenari.

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Combattere l’usura, aiutare le vittime a ripartire

Intervento svolto all'Agorà Democratica (video).

Abbiamo deciso di promuovere questa Agorà sul tema dell’usura che per me, per chi si occupa di antimafia e, in generale, degli effetti delle crisi è molto importante.
Dedichiamo uno di questi momenti di confronto che abbiamo promosso per avviare un approfondimento su temi importanti come questo e provare ad arrivare alla fine di questa iniziativa a definire alcune proposte che vengono messe a disposizione sul sito delle Agorà per un ulteriore confronto e poi per una verifica nel Partito Democratico sulla possibilità di fare di queste proposte materia di lavoro parlamentare o programmatico.
In questa Agorà, per inquadrare meglio il tema, abbiamo chiesto un’illustrazione per i propri versanti di interesse ad Antonella Sciarrone (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), Giacomo Di Gennaro (Università degli Studi di Napoli Federico II), Eleonora Montani (Università Bocconi di Milano).
L’usura è un grande tema, che si pone con più forza nei momenti di crisi come quello che stiamo vivendo, in cui le difficoltà economiche e le difficoltà delle famiglie rendono più facile l’aggressione da parte degli usurai e della mafia.
In particolare, in questa fase, è evidente che l’usura viene usata in maniera molto significativa dalle mafie per aggredire l’economia legale e, come è successo in molte realtà anche del Nord, per proporsi come fornitore di servizi, tra cui la possibilità di finanziare aziende che non trovano finanziamenti altrove, con il risultato che ormai siamo dentro ad uno schema che si ripete - e che tutte le inchieste confermano - per cui si parte dall’usura e si arriva spesso a dover cedere complessivamente la propria attività economica alla mafia oppure vedere la propria attività economica distrutta.

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Una legge importante per difendere il patrimonio culturale del Paese

Intervento in Aula al Senato da Relatore della legge che punisce i reati contro il patrimonio culturale (video).

Il testo che discutiamo oggi è stato approvato in Commissione Giustizia in sede redigente, interviene sul testo approvato alla Camera dei Deputati in prima lettura e si propone di riformare le disposizioni penali a tutela del patrimonio culturale, che oggi sono contenute prevalentemente nel Codice dei beni culturali, inserendole nel Codice Penale.
L'obiettivo della proposta di legge è quello di operare una profonda riforma della materia, ridefinendo l'assetto della disciplina nell'ottica di un tendenziale inasprimento del trattamento sanzionatorio per prevenire e reprimere i reati contro i beni culturali.
In particolare, l'articolo 1 modifica il Codice Penale, inserendo tra i delitti il titolo VIII-bis, rubricato "Dei delitti contro il patrimonio culturale", composto da 19 nuovi articoli.
Prima di consegnare la Relazione, mi soffermo solo sue tre questioni che sono state oggetto del lavoro della Commissione Giustizia e delle modifiche che la Commissione ha apportato al Disegno di Legge della Camera dei Deputati.
Innanzitutto, nel lavoro in Commissione Giustizia, è stata aggiunta tra le condotte che sono punite nel primo articolo di questo provvedimento quelle di chi si impossessa di beni culturali appartenenti allo Stato in quanto rinvenuti nel sottosuolo o nei fondali marini. Questi comportamenti sono puniti con la reclusione da due a sei anni, prevedendo un aumento di pena tra i quattro e i dieci anni per chi commette il reato essendo in possesso di una concessione di ricerca.

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Responsabilizzare i gestori delle piattaforme informatiche per prevenire pericoli

Intervento in Senato in dichiarazione di voto sulle modifiche al codice penale in materia di istigazione alla violenza, all'autolesionismo e al suicidio (video).

Il Partito Democratico voterà convintamente a favore del presente disegno di legge, che in Commissione abbiamo contribuito a definire e migliorare. È un provvedimento che copre un vuoto legislativo in un momento in cui si moltiplicano gli episodi di autolesionismo, i rischi di autolesionismo tra i minori provocati da fenomeni generati dall'imitazione, dalle sfide, operati spesso utilizzando la rete e i social.
È giusto punire chi istiga atti di violenza o autolesionismo, dobbiamo partire da questo; dall'altra parte è giusto, come fa il presente disegno di legge, responsabilizzare i gestori delle piattaforme informatiche, prevedendo la necessità di mettere in campo tutte le misure tecnologiche possibili per oscurare e rimuovere i contenuti pericolosi, ma soprattutto prevedendo l'immediata rimozione dei contenuti segnalati dagli stessi minori, dai genitori o delle autorità.
Si interviene su un fenomeno particolarmente pericoloso, in cui spesso pagano i più deboli, il prezzo lo pagano i più piccoli. È un fenomeno che si produce violando le regole minime di comportamento. Noi invece interveniamo non violando le libertà, ma con equilibrio, mettendo in campo strumenti di repressione, ma soprattutto di prevenzione.
Col voto di oggi - lo ripeto - colmiamo un vuoto, colmiamo una lacuna e guardiamo all'interesse dei minori.

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Emilia Grazia De Biasi: passione, dialogo, etica della responsabilità

Intervento svolto al convegno organizzato dal Gruppo PD al Senato e della Fondazione Nilde Iotti in Senato in ricordo di Emilia De Biasi.

Ringrazio il Partito Democratico e la Fondazione Nilde Iotti.
Credo che lo dovessimo ad Emilia De Biasi un appuntamento come questo. Credo, infatti, che sia giusto ricordare Emilia De Biasi in Senato, dove ha lavorato gli ultimi cinque anni, in una sede prestigiosa - forse una delle più prestigiose - perché credo che lo meriti.
Con Emilia De Biasi ho fatto una lunghissima strada politica, a partire dal Consiglio Comunale di Milano fino al Senato.
Ricordare Emilia De Biasi non è semplicissimo.
Emilia De Biasi era molte cose, alcune delle quali sono contenute nel libro che la racconta e la ricorda.
Forse, però, dimentichiamo troppo spesso che Emilia De Biasi era molto legata a Milano; era molto milanese, molto innamorata della sua città e ci teneva molto ad essere protagonista di quello che succedeva a Milano, di quello che faceva il partito milanese ma anche di ciò che accadeva in alcuni ambienti che per lei erano di casa.
Emilia De Biasi è stata per lungo tempo il riferimento per il partito e non solo sulla cultura; amava moltissimo il teatro e ha sempre avuto una grande attenzione alle istituzioni culturali milanesi: ha sempre lavorato per promuoverle e valorizzarle, come sapeva lavorare lei, con grande passione e determinazione.

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Percorso unitario. Si deve dialogare

Intervista del Secolo XIX.

«Spaccare il PD alle elezioni di Cairo? Vorrebbe dire lasciare il Comune in mano al centrodestra, che ha dimostrato la propria inadeguatezza». Sono durissime le parole del Commissario provinciale PD, Franco Mirabelli, sulle elezioni di Cairo, previste per la primavera del 2022, rispetto all’ipotesi di una doppia candidatura.
Se il circolo cairese è giunto a una convergenza sul nome dell’ex sindaco Fulvio Briano, una parte del PD sarebbe intenzionata a sostenere la candidatura della capogruppo in Consiglio Comunale, Giorgia Ferrari.
Una frattura che, secondo Mirabelli, va sanata per evitare la sconfitta.
«Serve un percorso unitario - dice Mirabelli - che sia in grado di valorizzare e di difendere il lavoro svolto in questi anni da Giorgia Ferrari ma anche l’autorevole candidatura di Briano. So che la capogruppo attendeva un esito diverso dalle consultazioni interne al circolo, ma ha anche ben presente che la spaccatura del PD vorrebbe dire la sconfitta. Il centrodestra ha dimostrato di non essere in grado di tutelare gli interessi di Cairo e della Valbormida: non possiamo, quindi, permettere loro di vincere ancora».
Fondamentale, secondo Mirabelli, dopo l’incoronazione di Briano, una seconda fase di dialogo e di lavoro interna al partito, in vista di una coalizione ampia.

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