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Pinotti: le correnti sono un valore, no uffici di collocamento. Ricostruiamo un centrosinistra largo - intervista de Il Secolo XIX

16 Marzo 2021

«Temi come lo ius culturae non possono restare in un limbo in cui non conoscono identità. Siamo per una società inclusiva»


Pinotti: io vicesegretaria? L'importante è dare alle donne responsabilità - intervista del Corriere della Sera


di Mario De Fazio


La senatrice genovese del Pd, Roberta Pinotti, ha accolto con entusiasmo le parole del neo-segretario Dem, Enrico Letta. Sul rilancio del tema dello ius soli, auspica che «ci si lavori in Parlamento», mentre sulle alleanze invita ad andare avanti nel dialogo con il M5S «ma senza alcun asse privilegiato nel centrosinistra». E sul possibile incarico di vicesegretario al fianco di Letta, l`ex ministro della Difesa lascia intuire che, se il partito chiama, si farà trovare pronta.

Senatrice, cosa l`ha colpita del discorso di Letta?

«Mi è piaciuto moltissimo, e ci sono alcuni passaggi che mi hanno particolarmente colpito. Il primo è il richiamo a essere progressisti nei valori, riformisti nel metodo e radicali nei comportamenti. Ma anche il passaggio in cui invita il partito a ripartire dai circoli, chiamandoli a esprimersi su questioni nazionali oltre che locali, restando però aperti all`esterno».

Il Pd si rialzerà dallo choc dell`addio di Zingaretti?

«Le dimissioni di Zingaretti sono state un passaggio drammatico, e sono contenta che Letta abbia ringraziato il segretario uscente riconoscendone il ruolo. Ho apprezzato l`aver ridato orgoglio al partito, che non può essere solo un tram per arrivare nelle amministrazioni ma una comunità di cui si fa parte e di cui prendersi cura».

Rilanciare il tema dello Ius soli non può diventare un rischio per la stabilità di un governo sostenuto da una maggioranza così ampia e variegata?

«Il governo Draghi è chiamato a gestire la pandemia e i fondi europei del Next Generation Eu. Ma ciò non toglie che il lavoro del Parlamento possa andare avanti, preparando il dopo: non solo le riforme istituzionali e la legge elettorale, ma anche su temi come lo ius culturae, che riguarda quei bimbi che parlano la nostra lingua e studiano nelle nostre scuole con i nostri figli e non possono restare in un limbo in cui non conoscono identità. Costruire una società inclusiva, basata su diritti e doveri, è un tema identitario del Pd».

Lega e Forza Italia hanno reagito in maniera piuttosto fredda, se non ostile.

«So che tocca un nervo nei rapporti tra alcune forze che oggi governano insieme, e non penso sia il governo a dover sciogliere il nodo. Ho trovato inaccettabili alcune reazioni di leader della destra. Ma con la moderazione dei riformisti possiamo lavorare in Parlamento per capire se sono possibili intese, anche con il centrodestra: in passato su questo tema si era aperto un dialogo con settori di Forza Italia».

Letta ha parlato anche del tema delle alleanze. La strada dell`intesa strategica con il M5S andrà avanti?

«Non so chi abbia usato il termine “strategica”, di sicuro non è mai stato nella mia testa. È chiaro che governando con il M5S nel Conte Bis sarebbe stato strabico non verificare la possibilità di un`alleanza con quella forza anche in prospettiva. Ieri Letta è stato chiaro: siamo al governo con il M5S, e la leadership di Giuseppe Conte è una garanzia che rafforza il loro percorso nel campo dei progressisti. Ma ci sono altre forze a cui parlare, come Azione o +Europa. Ci rivolgeremo a tutti quei soggetti che si riconoscono nel centrosinistra, senza assi privilegiati».

Anche a Italia Viva?

«Certo, così come LeU. Abbiamo avuto purtroppo troppe scissioni, sarebbe sbagliato non parlarsi».

Il rilancio del partito passa anche da un ridimensionamento delle correnti?

«Letta si è presentato dicendo di essere stato sempre un uomo di corrente. Non vanno demonizzate, perché in un grande partito è normale ci siano differenze e orientamenti politici diversi, che arricchiscono la cultura politica di quel partito. Se invece le correnti diventano la divisione di posti non funzionano più: non possono essere un ufficio di collocamento».

Si fa il suo nome come possibile vicesegretaria del partito accanto a Letta. Raccoglierebbe la sfida?

«Quando ero assessore provinciale, in ufficio, avevo un quadro con una poesia di Douglas Malloch che inizia così: “Se non puoi essere un pino in cima alla collina, sii arbusto nella valle, ma sii il migliore piccolo arbusto…”. Il concetto è che ciò che occorre fare, bisogna farlo al meglio possibile, qualsiasi sia l`incarico».

Anche in Liguria si è aperta una discussione sul futuro del Pd. Cosa ne pensa?

«Ora ci sarà un lavoro nei circoli ed è importante che anche in Liguria sia collegato al rilancio del partito. In un momento di forte cambiamento e di nuove discussioni, è normale immaginare un rinnovamento dei gruppi dirigenti».


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