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Ora più forti per le sfide del futuro - l'editoriale di Franco Mirabelli

24 Settembre 2020



I risultati elettorali del 20 e del 21 sono stati certamente positivi. Senza trionfalismi e a prescindere dalle fosche previsioni che avevano per settimane riempito gli editoriali, da questa tornata esce certamente un PD più forte e un governo che può fare ciò che deve: utilizzare le risorse europee per disegnare il futuro del Paese guardando prima di tutto ai giovani senza, nel frattempo, rinunciare a garantire la salute degli italiani e a stare vicino a chi subisce e subirà purtroppo ancora le conseguenze della crisi.
Gli elettori hanno premiato a tutti i livelli chi ha governato, i sindaci e i presidenti di regione uscenti che hanno fronteggiato l’emergenza Covid tutelando le persone. È un voto che ha premiato la responsabilità e che ha dimostrato una domanda di stabilità e che ha punito chi, come Salvini, non ha saputo interpretare questa nuova fase segnata da due fattori: il Covid che ha prodotto una domanda di protezione e di coesione e un nuovo positivo e inedito protagonismo europeo per cui innanzi tutto il PD si è battuto con successo.
I dati delle comunali confermano questi dati. Il centro sinistra si conferma nelle città capoluogo dove governava da Mantova a Trento ed è competitivo al ballottaggio in gran parte dei comuni. Da nord a sud, con la sola eccezione del Veneto, la Lega esce da questo voto molto ridimensionata, rispetto al recente passato nel voto di lista, e il centro destra perde dove aveva già cantato vittoria come in valle d’Aosta o a Bolzano.
Nelle prossime settimane approfondiremo questi temi insieme. Non tutto dipende da noi ma oggi, dopo il voto, il Pd è più forte e più unito. Nicola Zingaretti ha il grande merito di aver tenuto la linea giusta, della concretezza e della responsabilità, ha, e abbiamo, combattuto ottenendo un risultato in cui pochi credevano. Oggi il Pd è più in grado di dettare le agende: quella delle riforme istituzionali che il si al referendum, a cui abbiamo dato un contributo importante e qualificante, rende più urgenti e necessarie e quella delle cose da fare utilizzando le enormi risorse che arriveranno dall’Europa per realizzare un’idea di Paese e di futuro. Abbiamo di fronte una sfida difficilissima in un quadro politico tuttora instabile. Ma digitalizzazione, salute, scuola, ricerca, green economy, infrastrutture, sono i temi che, se messi al centro, possono davvero cambiare in meglio il Paese, dando lavoro e riducendo le diseguaglianze. Oggi c’è per i riformisti e per l’Italia c’è un’occasione storica che non si ripresenterà più e con questa consapevolezza dobbiamo lavorare aprendoci senza perderci più in dannose discussioni autoreferenziali.


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