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Roberta Pinotti: rispettiamo il dibattito interno al M5S, ma ora viene prima il Paese - intervista de la Repubblica

16 Giugno 2020

La senatrice del Pd ed ex ministra della Difesa: "Senza preclusioni ideologiche sul Mes si troverà un punto di caduta". E sul caso dei presunti finanziamenti ai 5S dal Venezuela: "C'è il sapore della classica polpetta avvelenata a scapito della politica italiana".



di Monica Rubino

“Siamo rispettosi del dibattito interno ai partiti. Ma adesso viene prima il Paese”. Ristabilire in questo momento la giusta scala di priorità è la ricetta di Roberta Pinotti ex ministra della Difesa, membro della segreteria nazionale Pd con delega alle riforme, senatrice, favorevole a un confronto con i cinquestelle senza pregiudiziali.
Pinotti, che ne pensa di ciò che sta accadendo nel M5S ultimamente piuttosto frammentato e litigioso al suo interno?
“Siamo rispettosi del dibattito interno ai partiti, a patto che non indebolisca l’azione di governo. Il nostro appello è che in questo momento viene prima il Paese. Ultimamente ho apprezzato che sia Crimi che Di Maio abbiano fatto riferimento nelle loro dichiarazioni all’interesse nazionale rispetto ai loro dissidi intestini. Anche per noi questo richiamo è la priorità”.
Condivide l’idea di un direttorio, una gestione collegiale nei cinquestelle?
“Personalmente anche nella vita politica mi comporto non facendo agli altri quello che non vorrei venisse fatto a me. Se qualcuno di un altro partito dicesse al Pd di fare in un certo modo, a me comincerebbe subito ad alzarsi il sopracciglio. Quindi evito commenti”.
Il segretario del Pd Zingaretti teme la paralisi e ieri ha rinnovato il suo appello alla concretezza nell’azione di governo.
“Ha ragione Zingaretti nel sottolineare che questo governo debba lavorare con velocità e concretezza. Abbiamo un appuntamento importante a settembre, quando dovremo presentare i nostri progetti all’Europa per avere i 172 miliardi del Recovery fund. Dopo una crisi sanitaria così grave con conseguenze economiche importanti, è fondamentale che il governo lavori anche sciogliendo nodi che sono da tempi sul tavolo da Autostrade all’Ilva al Mes”.
Proprio sul passaggio parlamentare dedicato all’attivazione del Mes potrebbe consumarsi una pericolosa scissione nel M5s e una conseguente crisi di governo?
“Avere la possibilità di spendere 37 miliardi per un grande piano di rafforzamento della Sanità italiana è essenziale. Bisogna uscire dallo scontro ideologico. Io capovolgerei la questione e, invece di partire dal dal si o no al Mes, porrei questa domanda: abbiamo o no bisogno di grandi investimenti su un settore primario come la Sanità, ci può interessare ottenere denari con un tasso così agevolato al punto da trarne un risparmio per il bilancio dello Stato? Ragionando sulla realtà delle cose, a mio avviso la discussione si potrà sciogliere”.
Andrà riaperto anche il tavolo sui decreti sicurezza?
“Certamente, adesso è tempo di ritornare a discutere sui decreti Salvini per cambiarli radicalmente. Io non li chiamo decreti sicurezza, perché sono norme che limitano la protezione umanitaria e di fatto indeboliscono la sicurezza nel Paese”.
Come commenta la notizia del quotidiano spagnolo ABC circa il presunto finanziamento da 3,5 milioni di euro del regime di Chavez al M5S?
“In passato sono stata critica sulle posizioni troppo filo-Maduro di alcuni esponenti del M5S, sebbene va riconosciuto che Di Maio come ministro degli Esteri sia stato condivisibile su questo fronte. In questo caso ci sono molti elementi di incertezza ancora da verificare. Da una prima impressione c’è il sapore della classica polpetta avvelenata comparsa su un quotidiano di un altro Paese a scapito della politica italiana”.
Renzi oggi dice: “Si faccia chiarezza come sul Russiagate della Lega”.
“Si, però anche lui dice di essere garantista e aspettare che la vicenda si chiarisca meglio”.
La preoccupa l’idea di un partito di Conte?
“Conte ha fatto bene a ricordare che in questo momento lui è il punto di sintesi di una coalizione. Se facesse una scelta di questo tipo, potrebbero esserci fibrillazioni. Tuttavia mi sembra che il premier stia agendo con responsabilità: l’ha fatto durante l’emergenza Covid e deve continuare a farlo ora che entriamo nella fase della ripresa, ancora più difficile”.
Ravvisa nel premier i primi sintomi della cosiddetta “sindrome di Palazzo Chigi”, che porta al senso di onnipotenza e alla perdita di contatto con la realtà?
“Bisogna sempre fare attenzione: virus che in passato hanno colpito altri inquilini di Palazzo Chigi possono mantenersi latenti per alcuni periodi e poi ricomparire. Ma mi sembra che Conte possa essersi creato gli anticorpi”.


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