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Bonafede: Mirabelli, no a sfiducia ma ora discontinuità

20 Maggio 2020




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"La strumentalita' di tutto cio' e' evidente - osserva - ma noi non siamo come quelli che aboliscono la prescrizione stando in maggioranza e quando vanno all'opposizione gridano allo scandalo e vogliono reintrodurla, ne' come quelli per cui dire tutti dentro o tutti fuori e' uguale se serve ad indebolire il governo. Per noi un'opposizione che in questo momento, tanto grave e difficile per il Paese sceglie questa strada, la strada delle sfiducia individuali prima al ministro dell'Economia e ora a quello della Giustizia, e' una opposizione senza argomenti". "Ma anche sul merito non sono condivisibili le mozioni in discussione. Non c'e' stato nessuno svuota carceri, nessun rilascio degli autori delle rivolte che ci sono state. Col Cura Italia abbiamo dato la possibilita', a chi aveva meno di 18 mesi da scontare, di andare ai domiciliari con il controllo dei dispositivi elettronici e allungato le licenze per chi gia' lavorava fuori dal carcere. Speravo poi che nessuno potesse usare strumentalmente una telefonata di un magistrato ad una trasmissione televisiva per giustificare un atto parlamentare importante come quello della sfiducia ad un ministro, ma invece e' successo! Su questo non abbiamo ragione di dubitare delle risposte date piu' volte dal ministro anche in quest'aula. Mentre certamente grave e preoccupante e' stata la messa in detenzione domiciliare di troppi detenuti condannati o sotto processo per reati di mafia. Non c'e' stata nessuna nuova norma del governo che abbia consentito quelle scarcerazioni, ma certamente ci sono stati problemi gravi nel funzionamento del Dap e responsabilita' di chi lo dirigeva: non si e' saputo garantire il rapporto con le direzioni antimafia e non si sono predisposte soluzioni che evitassero la detenzione domiciliare per questi detenuti senza compromettere la loro salute. Detto questo, le chiedo, signor ministro, di cogliere oggi l'occasione per aprire una discussione in maggioranza e nel Paese per cercare soluzioni ai grandi problemi della giustizia, trovando una sintesi tra le diverse culture politiche che hanno dato vita a questa maggioranza. Lei e' stato ministro anche nel governo precedente, si e' intestato provvedimenti che noi non abbiamo condiviso, insieme alla Lega ha votato lo 'spazzacorrotti' e con la Lega, che leggo essersene dimenticata, ha abolito la prescrizione dopo il primo grado di giudizio. Col precedente governo ha buttato il lavoro del suo predecessore sulla riforma delle carceri e sulla riforma del processo. E' chiaro a tutti che oggi Bonafede e' ministro di un governo diverso e che la discontinuita' con quello precedente deve essere maggiore di quanto sia stata finora", ha concluso Mirabelli. 




Intervento del Sen. Mirabelli sulle mozioni di sfiducia al ministro Bonafede

Dico subito che voteremo con convinzione contro le mozioni in discussione oggi. Lo faremo per ragioni di merito e di metodo.
È evidente il tentativo delle opposizioni, di chi ha presentato le mozioni, di usare un tema tanto importante e tanto delicato come quello della giustizia per provare a far cadere il governo scommettendo sulle differenze che convivono in una maggioranza di coalizione. La strumentalità di tutto ciò è evidente quando ci sono e ci saranno senatori del centrodestra che voteranno o, addirittura hanno firmato mozioni tra loro contrapposte e inconciliabili pur di provare a far cadere il governo. Scopriremo oggi che sulle carceri si può essere contemporaneamente per il giustizialismo del “buttiamo via le chiave” ma anche garantisti e attaccare il governo per avere tenuto troppe persone in carcere. Tutto legittimo, giudicheranno gli italiani. Ma, per noi una opposizione che in questo momento, tanto grave e difficile per il Paese sceglie questa strada, la strada delle sfiducia individuali prima al ministro dell’economia e ora a quello della giustizia, è una opposizione senza argomenti che, come se fossimo in una situazione normale, preferisce tentare di logorare il governo piuttosto che aiutare a rispondere ai problemi urgenti degli italiani.Non credo sia quello che serve al Paese, non credo sia questa la responsabilità di chi dovrebbe essere al servizio del Paese.

Ma anche sul merito non sono condivisibili le mozioni in discussione. Sulla gestione di un problema cronico del nostro paese come quello del sovrappopolamento nelle carceri, in una fase emergenziale come questa della pandemia si fanno ricostruzioni assolutamente strumentali di ciò che è stato fatto. Non c’è stato nessuno svuota carceri, nessun rilascio degli autori delle rivolte che ci sono state, nessuna liberazione. Col cura Italia abbiamo dato la possibilità a chi aveva meno di 18 mesi da scontare di andare ai domiciliari con il controllo dei dispositivi elettronici e allungato le licenze per chi già lavorava fuori dal carcere. Come si sa noi avremmo voluto fare di più perché, nonostante ciò che scrive la mozione della Lega è evidente a tutti che in un ambiente in cui si sta in 6 in una cella di 10 metri quadrati il distanziamento fisico per prevenire il virus è impossibile. Ma comunque, i numeri penso li darà il ministro, grazie a quell’intervento e al lavoro della magistratura di sorveglianza che ha usato tutte le norme disponibili per ridurre la popolazione carceraria e salvaguardare la salute dei detenuti, si è difeso un principio costituzionale e si è evitata la diffusione del Coronavirus nelle carceri.

Ancora sul merito delle mozioni. Speravo che nessuno potesse usare strumentalmente una telefonata di un magistrato ad una pur importante trasmissione televisiva per giustificare un atto parlamentare importante come quello della sfiducia ad un ministro, ma ci siete riusciti! Su questo non abbiamo ragione di dubitare delle risposte date più volte dal ministro anche in quest'aula.
Mentre certamente grave e preoccupante è stata la messa in detenzione domiciliare di troppi detenuti condannati o sotto processo per reati di mafia. Detenuti che il decreto cura Italia prevedeva esplicitamente non potessero godere dei benefici li previsti. Non c’è stata nessuna nuova norma del governo che abbia consentito quelle scarcerazioni, ma certamente si sono rivelati esserci problemi gravi nel funzionamento del Dap che oltre a non garantire il rapporto con le direzioni antimafia non ha saputo predisporre soluzioni che evitassero la detenzione domiciliare per questi detenuti senza compromettere la loro salute. Su questo il governo e la maggioranza unita è intervenuta efficacemente e prontamente con gli ultimi due decreti per impedire si possano ripetere le troppe scarcerazioni di detenuti per mafia e accelerarne il rientro in carcere. Quindi. Quali sono la ragioni per una sfiducia? Logorare il governo? Far cadere il governo? Comunque nulla di utile per la giustizia ne per gli italiani.

Detto questo, chiarite le ragioni per cui voteremo contro queste mozioni, voglio chiederle, signor ministro, di cogliere oggi l’occasione per aprire una discussione in maggioranza e nel Paese per cercare soluzioni ai grandi problemi della giustizia, trovando una sintesi tra le diverse culture politiche che hanno dato vita a questa maggioranza. Lei è stato ministro anche nel governo precedente, si è intestato provvedimenti che noi non abbiamo condiviso, insieme alla Lega ha votato lo spazzacorrotti e con la Lega, che leggo essersene dimenticata, ha abolito la prescrizione dopo il primo grado di giudizio. Col precedente governo ha buttato il lavoro del suo predecessore sulla riforma delle carceri e sulla riforma del processo.
È chiaro a tutti che oggi lei è ministro di un governo diverso e che la discontinuità con quello precedente deve essere maggiore di quanto sia stata finora. Questo le chiediamo Ministro le chiediamo forti anche di questo passaggio parlamentare di costruire insieme un’agenda condivisa che indichi le priorità e definisca concretamente una discontinuità con il passato.
Le riforme del processo civile e penale sono ancora di più oggi necessarie perché anche la giustizia possa contribuire ad affrontare la fase difficile che si apre per il Paese. Ma soprattutto sul processo penale ministro andiamo avanti spediti sulle proposte e le idee che abbiamo già condiviso e in questo passaggio riaffrontiamo il tema della prescrizione perché le modifiche che sono introdotte nel dl del governo non sono sufficienti e ce lo siamo già detti. E, ancora, signor ministro, rimettiamo in agenda i temi della riforma carceraria, dell’esecuzione della pena e il tema dei diritti, a partire dalla legge contro l’omofobia.
Su queste questioni signor ministro troverà un pd disponibile ma esigente e serve una coalizione che faccia sintesi guardando avanti e non indietro, deve essere lei ha imporre e proporre la discontinuità necessaria.
Il pd su queste cose c’è e valuterà l’azione di governo sulla giustizia.
Noi ministro non siamo come quelli che aboliscono la prescrizione stando in maggioranza e quando vanno all’opposizione gridano allo scandalo e vogliono reintrodurla, ne come quelli per cui dire tutti dentro o tutti fuori è uguale se serve strumentalmente ad indebolire il governo. Abbiamo proposte e idee e abbiamo fiducia che lei saprà farne tesoro e saprà fare una sintesi positiva dentro la maggioranza.

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