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Franceschini: norme uguali per tutti i turisti, la Ue non discrimini - intervista de Il Fatto Quotidiano

15 Maggio 2020

“Nel dramma di questa vicenda si è diffusa una consapevolezza: l’importanza della cultura e del turismo nel nostro Paese non è solo ‘valoriale’ ma è una forza economica enorme, il 20 percento del Pil. Il fatto che nel dl Rilancio, tra misure peculiari e generali, ci siano circa 5 miliardi di risorse per questo settore dimostra che finalmente il nostro Paese ha capito. È servita un’emergenza, ma almeno questa consapevolezza è passata”. Lo afferma Dario Franceschini, ministro dei Beni Culturali e del Turismo, in una intervista a Il Fatto Quotidiano. “È la più grande manovra della storia della Repubblica, scritta in una situazione di emergenza, con interi settori in crisi” aggiunge.

 

I turisti stranieri

“Il punto è molto semplice: niente corridoi, accordi bilaterali o concorrenza. Non servono a niente. Dobbiamo scrivere protocolli comuni per la valutazione del rischio e garantire il libero spostamento dei turisti nell’area Schengen: se a Rimini arriva un turista da Monaco o da Milano, dev’essere la stessa cosa. E lo stesso per un italiano che va in Germania. Non può esserci una differente valutazione del rischio tra gli Stati. L’Europa l’altro ieri ha dato un segnale in questo senso: io e i ministri Di Maio e Amendola siamo impegnati in questa direzione”.

 

Il turismo interno

“Stiamo investendo 20 milioni per il progetto ‘viaggio in Italia’ Sarà un’occasione straordinaria per scoprire le bellezze minori del nostro Paese. Lo avevamo già previsto nel nostro piano strategico per il turismo: certo, quando lo abbiamo scritto cercavamo un modo per evitare i troppi turisti nelle città d’arte… In quel momento la strategia era quella di moltiplicare gli attrattori turistici. Ma siccome anche adesso gli affollamenti li dovremo evitare, diventa l’occasione per distribuire ricchezza e conoscere l’Italia”

 

Le riaperture: musei, cinema e teatri

“Per ora possono riaprire i musei, poi teatri e cinema. I luoghi all’aperto sono un’opportunità, l’Italia è un terreno infinito di piazze è importante riuscire presto ad animarle”, dice il ministro.

 

Artisti e lavoratori dello spettacolo

Gli artisti non hanno gradito che il premier li abbia ringraziati per averci fatto “divertire e appassionare”. “Sicuramente non era questo il pensiero del presidente del Consiglio. Gli artisti fanno divertire ma anche piangere, riflettere, emozionare: tante cose”.

Però sono stati tra i lavoratori più trascurati di questa emergenza… “Siamo finalmente riusciti ad estendere anche al settore dello spettacolo – che ha contratti temporanei e frammentati – gli ammortizzatori sociali di cui aveva bisogno: le prime norme prevedevano un minimo di 30 giorni lavorati per aver accesso agli ammortizzatori, siamo scesi a 7. E stiamo trovando il modo di arrivare anche a chi è rimasto ancora escluso”.

 

Perché si può aprire una chiesa e non un teatro?

“Non si tratta di fare gerarchie di valori. Da un punto di vista logistico sono due luoghi con gli stessi problemi: al chiuso, con molte persone insieme. E infatti sarà consentita la riapertura di entrambi con prescrizioni simili”.

 

L’intervista al ministro Franceschini su Il Fatto Quotidiano


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