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Bevacqua: l’arroganza istituzionale non paga

09 Maggio 2020


“La sentenza del TAR testimonia quanto da noi più volte sostenuto, e cioè che la violazione dei principi di legalità sta diventando una costante, un modus operandi continuo di questa Giunta regionale.

Ma l’arroganza istituzionale non paga: il giudice amministrativo ha messo termine oggi a uno scontro insensato avviato, con la sua ordinanza, dalla Presidente Santelli che si è mossa in maniera irragionevole, senza la necessaria responsabilità verso le comunità amministrate. Quelle stesse comunità che, sicuramente, saranno pronte a ripartire il prossimo 18 maggio in piena sicurezza e seguendo le linee guida che saranno emanate dal Governo nazionale”. È quanto dichiara il capogruppo PD in Consiglio regionale, Domenico Bevacqua, il quale aggiunge: “Non si trattava, come si voleva far passare, di discutere su “quattro bar e tavolini”: si tratta, come ben si legge nella sentenza del TAR, dell’unità del nostro ordinamento giuridico, insieme alla salute dei lavoratori e dei cittadini. Ciò che maggiormente mi rammarica, però, è che l’applicazione di questa sentenza (che, peraltro, poteva forse arrivare più rapidamente), finirà per danneggiare proprio quei lavoratori che, a fatica, stavano cercando di riorganizzarsi e rimettere in moto le loro attività. La presidente Santelli non si è minimamente curata dei danni che poteva andare a creare e ha perseverato in nome di una malintesa e sterile visibilità mediatica”.




Gruppo PD: “Riparti Calabria”? Speriamo che riparta almeno la concertazione

 

“Non c'è niente di più pericoloso in politica che distribuire, in momenti di assoluta crisi per il sistema delle imprese e delle professioni, risorse pubbliche in maniera indiscriminata, senza alcuna concertazione sociale  e senza la benché minima progettualità. Non lo diciamo noi, ma le tante prese di posizioni a cui stiamo assistendo: a partire dalla forte denuncia prodotta dalle associazioni degli artigiani”.  È quanto dichiarano, in una nota congiunta, il capogruppo PD in Consiglio regionale, Domenico Bevacqua, e i colleghi Guccione, Irto, Notarangelo e Tassone, così proseguendo: “Ci riferiamo, ovviamente, all’operato della Giunta regionale che, per fronteggiare le difficoltà, ha scelto, la via della peggiore politica assistenzialista.  D’altronde, a cinque mesi dal voto, come si possono ottimizzare le risorse indirizzandole alla tutela del  sistema produttivo, se ancora il Presidente della Regione, violando Statuto e Regolamento, non trova il modo di illustrare in Consiglio regionale le linee programmatiche? Gli interventi di soccorso economico (possibili grazie alle politiche europee, che consentono di disporre delle risorse non utilizzate) vengono inopinatamente spacciati dall’Esecutivo Santelli  come provvedimenti frutto di originale intelligenza politica: in realtà, a meno di 24 ore dagli annunci, sono già stati pesantemente censurati dalle categorie produttive, dalle forze sociali e dal mondo associazionistico. Il ‘Riparti Calabria’, per esempio, è costellato di intralci burocratici, come i carichi esattoriali scaduti, il vincolo del fatturato, il Durc, la richiesta certificazione di un professionista circa l’emergenza liquidità causa Covid-19; e suscita serie perplessità la presenza di Arcea”. “In un frangente come questo – continua il Gruppo PD - la Giunta regionale, inoltre, seguita incredibilmente, a rifiutare il coinvolgimento del Consiglio regionale e dell’opposizione. Arroccata nella Cittadella di Catanzaro, la Giunta, rifiutando l’ascolto della società calabrese, ritiene di poter andare avanti, coprendo le litigiosità interne che stanno paralizzando la  Regione, attraverso scelte connotate da improvvisazione e superficialità. Si tratta di un protagonismo buono per avere visibilità mediatica ma che, fondato sulla nullità progettuale, non promette nulla di buono per la Calabria.  L’aiuto alle imprese e alla famiglie calabresi, per essere efficace e utile, deve coincidere con l’assunzione della responsabilità di guardare al mondo produttivo con una strategia che, se da un lato deve mettere in sicurezza chi fa impresa, dall’altro deve assicurare che gli imprenditori veri possano avere un futuro nei mercati nazionali e internazionali. In tal senso, pertanto, la logica della polverizzazione delle risorse, l’unica fin qui adottata dalla Giunta regionale, è quanto mai discutibile ed è, tra l'altro, in continuità con la peggiore politica del passato. La Calabria ha bisogno di una politica che faccia scelte magari difficili ma imprescindibili, se si vuole evitare di disperdere le risorse pubbliche in un indistinto calderone assistenziale e clientelare.  Si tratta di un compito che, però, come si sta constatando, la Giunta regionale non ha il coraggio politico di adempiere, preferendo vivere alla giornata, nell’illusione che le promesse facili possano assicurarle la sopravvivenza. Perciò, ancora una volta, auspichiamo che l’on. Santelli smetta di muoversi in piena solitudine e venga in Consiglio a dirci se ha una strategia per la Calabria e, soprattutto, abbia la compiacenza istituzionale di confrontarsi con tutte le forze politiche, nel rispetto delle basilari regole e prassi democratiche”.


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