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La ricetta è una sola: più Europa, meno destra. Parla David Sassoli - intervista di Democratica

09 Gennaio 2019

"La vicenda Sea Watch dimostra che più l’Europa dimostra capacità di decisione e più si indebolisce il messaggio di Salvini. Le europee? Ci saranno sorprese"



Di Carla Attianese

 

Dopo quasi venti giorni di stallo, l’Unione europea è riuscita a sbloccare la vicenda dei 49 migranti delle navi Sea Watch e Sea Eye con un accordo tra governi che prevede un primo sbarco a Malta e la successiva redistribuzione tra otto stati membri, tra cui l’Italia, che ne accoglierà una quindicina.
Un risultato ottenuto dall’UE grazie ad un’opera di moral suasion. Niente di più perché l’Europa non ha gli strumenti per potere intervenire. Lo ha detto chiaramente il Commissario UE per l’Immigrazione Dimitris Avramopulous: “la Commissione può fare poco di fronte ad una questione di competenza nazionale che i governi sovrani e sovranisti non sanno e non vogliono affrontare”.
L’operazione umanitaria ha prodotto comunque una spaccatura all’interno del Governo italiano. Se Conte ha accettato l’intesa raggiunta, Salvini ha parlato di “una decisione senza senso” e di “cedimento alle minacce dell’Europa e delle ong”.
Ma cosa ci insegna il “caso Malta”? Ne parliamo con David Sassoli, Vice Presidente del Parlamento europeo.

Sassoli, la situazione finalmente si è risolta. Si può parlare di una svolta nell’impegno europeo sull’immigrazione?
Purtroppo ancora no, perché l’Europa non ha le competenze per affrontare una sfida globale così decisiva. Servono poteri che l’Europa attualmente non ha, a causa della posizione dei governi di destra che puntano alla disgregazione dell’Unione e hanno interesse a strumentalizzare i temi della sicurezza per fini elettorali.

Dunque cosa serve?
Che il Consiglio europeo approvi la proposta di riforma del Regolamento di Dublino, già approvato dal Parlamento europeo. Per molti paesi, fra cui l’Italia, sarebbe una svolta, perché si prevede l’obbligatorietà della redistribuzione e si cancella il principio del porto di primo approdo. Il Governo italiano ha purtroppo disatteso queste aspettative non sostenendo la riforma in sede di Consiglio. Con la leadership di Salvini, il Governo non fa gli interessi dell’Italia.

La reazione di Salvini sembra quasi di irritazione per un’Europa che finalmente decide. È così?
È evidente che più l’Europa dimostra una sua capacità di decisione e più si indebolisce il messaggio di Salvini.

Può essere questa la chiave per ribaltare i risultati delle prossime elezioni europee, per molti già scritto?
Per cambiare l’Europa ci vuole più Europa e meno destra, perché i sovranisti puntano in realtà a distruggerla. Quanto al risultato, inviterei alla prudenza. Le forze europeiste e democratiche sono più vive che mai. L’opinione pubblica capisce bene i pericoli e sono sicuro che vi saranno sorprese.

Non pecca forse di ottimismo?
Guardi, l’Europa è l’assicurazione sulla vita di molti Paesi. Da soli non andiamo da nessuna parte e soprattutto non siamo in grado di affrontare nessuna sfida globale. Tutto questo, chi studia, lavora o fa impresa lo capisce molto bene. Ce lo insegna la Brexit: l’Europa va cambiata ma non distrutta.


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